Papa Francesco ammonisce: un sistema economico e socialo ingiusto porta alla violenza dei poveri

Papa Francesco durante una messa (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Papa Francesco punta il dito contro povertà e ingiustizia sociale, mettendo in guardia contro la violenza scatenata dalle iniquità sociali. “Si accusano della violenza i poveri e le popolazioni più povere, ma, senza uguaglianza di opportunità, le diverse forme di aggressione e di guerra troveranno un terreno fertile che prima o poi provocherà l’esplosione”, ha scritto il Papa nell’esortazione apostolica “Evangelii Gaudium”, pubblicata oggi in occasione della fine dell’anno della fede. “Quando la società, locale, nazionale o mondiale, abbandona nella periferia una parte di sé – si legge ancora nell’esortazione apostolica -, non vi saranno programmi politici, né forze dell’ordine o di intelligence che possano assicurare illimitatamente la tranquillità“.

“Ciò non accade – ha spiegato il Pontefice – soltanto perché l’iniquità provoca la reazione violenta di quanti sono esclusi dal sistema, bensì perché il sistema sociale ed economico è ingiusto alla radice. Come il bene tende a comunicarsi, così il male a cui si acconsente, cioè l’ingiustizia, tende ad espandere la sua forza nociva e a scardinare silenziosamente le basi di qualsiasi sistema politico e sociale, per quanto solido possa apparire. Se ogni azione ha delle conseguenze – ha ammonito il Papa -, un male annidato nelle strutture di una società contiene sempre un potenziale di dissoluzione e di morte. E’ il male cristallizzato nelle strutture sociali ingiuste, a partire dal quale non ci si può attendere un futuro migliore. Siamo lontani dalla cosiddetta ‘fine della storia2 – ha scritto ancora Papa Francesco -, giacché le condizioni di uno sviluppo sostenibile e pacifico non sono ancora adeguatamente impiantate e realizzate. I meccanismi dell’economia attuale promuovono un’esasperazione del consumo, ma risulta che il consumismo sfrenato, unito all’iniquità, danneggia doppiamente il tessuto sociale“.

“In tal modo – ha continuato il Pontefice – la disparità sociale genera prima o poi una violenza che la corsa agli armamenti non risolve né risolverà mai. Essa serve solo a cercare di ingannare coloro che reclamano maggiore sicurezza, come se oggi non sapessimo che le armi e la repressione violenta, invece di apportare soluzioni, creano nuovi e peggiori conflitti. Alcuni semplicemente si compiacciono incolpando i poveri e i paesi poveri dei propri mali, con indebite generalizzazioni, e pretendono di trovare la soluzione in una ‘educazione’ che li tranquillizzi e li trasformi in esseri addomesticati e inoffensivi”.

Redazione