Inps, secondo la Corte dei Conti “indilazionabile risanamento fondi”

La sede centrale dell'Inps (Fonte Wikipedia licenza CC-BY-SA-3.0)

La Corte dei Conti ha presentato oggi la relazione della Sezione del controllo sugli enti sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’Inps per l’anno 2012, sottolineando in particolare come “appaiono indilazionabili misure di risanamento, che si riconnettono anche al ciclo recessivo oltre che alla incorporata gestione pubblica”. Inoltre, viene evidenziata l’importanza della previdenza complementare.

Scrive infatti il relatore: “La rilevata prospettiva di inadeguatezza della prestazione pensionistica di base rende più stringente la necessità di un effettivo rilancio della previdenza complementare, quale secondo pilastro indispensabile al buon funzionamento dell’intero sistema”. E’ urgente dunque “la definizione delle iniziative di riforma, ormai da tempo allo studio, che partono dalla radicale trasformazione degli attuali assetti privatistici in previdenza integrativa pubblica – trasferendo all’INPS la gestione, nel segno di una rigorosa razionalizzazione – sino alla mera ‘manutenzione’ del vigente quadro normativo”.

Visto poi l’aumento delle prestazioni, scrive la Corte dei Conti, “la ripresa del flusso contributivo – alimentata dalla gestione privata e in particolare dal lavoro autonomo e ancor più dai ‘parasubordinati’ – non riesce a ripianare lo squilibrio tra le ambedue essenziali componenti di quasi tutte le gestioni, non sufficientemente bilanciato da apporti statali quantitativamente e qualitativamente adeguati, con conseguente dilatazione dei saldi negativi e dell’indebitamento, aggravati dal fondo di nuova acquisizione dei dipendenti pubblici, in progressivo e crescente dissesto”.

Viene inoltre segnalato che nel 2012 sono state attivate oltre 408.000 nuove pensioni di invalidità con un aumento del 37% rispetto alle 297mila del 2011 e che queste pensioni sono in media di 427 euro, con tempi di liquidazione molto lunghi, che sfiorano ancora i 300 giorni di attesa, a fronte di un obiettivo di 120 giorni dalla data della domanda che appare ancora lontanissimo.

Redazione online