Olli Rehn accusa l’Italia: non sta rispettando il piano di rientro del debito

Il commissario Ue agli affari economici Olli Rehn (GEORGES GOBET/AFP/Getty Images)

Macigno sull’Italia da parte di Olli Rehn, il Commissario europeo agli Affari Economici e Monetari e vicepresidente della Commissione europea. In un’intervista al quotidiano Repubblica, Rehn dichiara che per quanto riguarda di “deficit, l’Italia è in linea, anche se di poco, con il criterio del 3% e questo ha consentito al Paese di uscire dalla procedura per deficit eccessivo, che è importante per la sua credibilità sui mercati finanziari. Inoltre l’Italia deve rispettare un certo ritmo di riduzione del debito, e non lo sta rispettando“, è la conclusione del Commissario europeo.

Secondo Rehn la legge di Stabilità non sta facendo abbastanza su questo punto. Solo se verrà modificata e solo se il governo italiano sarà in grado di presentare dati concreti su tagli effettivi di spesa e su incassi da privatizzazioni, allora Rehn sarà pronto a ricredersi.

Il vicepresidente della Commissione europea spiega a Repubblica che “lo sforzo di aggiustamento strutturale” per ridurre il debito pubblico italiano “avrebbe dovuto essere pari a mezzo punto del Pil, e invece è solo dello 0,1%. Ed è per questo motivo che l’Italia non ha margini di manovra e non potrà invocare la clausola di flessibilità per gli investimenti“. Una pessima notizia e una pensante condanna per il nostro Paese, proprio quando Saccomanni e Letta contavano di dare un po’ di fiato alla nostra economia ricorrendo alla clausola per gli investimenti, grazie all’uscita del nostro Paese dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo. Ora questo non sarà più possibile, con il rischio di accentuare la recessione del Paese, invece di venirne fuori, in una surreale rincorsa all’austerity.

Sempre nell’intervista a Repubblica, Olli Rehn riconosce le “buone intenzioni del governo italiano su privatizzazioni e spending review. Ma lo scetticismo è un valore profondamente europeo. E io ho il preciso dovere di restare scettico, fino a prova del contrario. In particolare per quanto riguarda i proventi delle privatizzazioni e i loro effetti sul bilancio del 2014″.

Le privatizzazioni, secondo Rehn, “daranno un piccolo contributo a migliorare l’efficienza del sistema economico e, forse, a ridurre il debito in parte già l’anno prossimo. La spending review è molto importante, ma sarà ancora più importante se riuscirà a mettere in pratica tagli di spesa che abbiano effetto già nel 2014″, aggiunge. L’Italia ha “grandi potenzialità di crescita – afferma il Commissario europeo -. Se davvero riuscisse a riformare il proprio sistema economico e giudiziario, potrebbe registrare una crescita superiore a quella di molti altre Nazioni. Ma il vostro Paese ha un estremo bisogno di rilanciare la propria economia e la propria competitività”.

“Le nostre previsioni di febbraio saranno un appuntamento molto importante per l’Italia – conclude Rehn -. Se il governo per quella data ci fornirà risultati concreti e soddisfacenti, ne terremo conto per calcolare i possibili effetti sui margini di manovra a disposizione del Paese”.

Redazione