Consiglio Europeo: la Grecia assume la presidenza. Proteste ad Atene

Piazza Syntagma e il Pralamento greco ad Atene (AFP/Getty Images)

Si svolgerà oggi ad Atene, nel contesto di un paese debole, funestato da tasse disoccupazione, e povertà emergente, la cerimonia di insediamento della Grecia alla presidenza del Consiglio Europeo. Un evento particolarmente atteso e sicuramente significativo, se si considera il ruolo giocato dal paese di Antonis Samaras nel corso degli ultimi mesi all’interno dell’Unione Europea. Fanalino di coda tra gli stati membri, afflitta da una severa crisi economica che per lungo tempo ha fatto temere un’esclusione dalle politiche comunitarie, la Grecia si prepara ora a salire alla presidenza del Consiglio per guidare il primo semestre di questo 2014 nuovo di zecca.

A pensarci bene, tuttavia, non vi è nulla di stridente tra la Grecia attuale si Samaras e il nuovo ruolo che il paese si appresta a ricoprire. Il conservatore premier ellenico che sta guidando il governo di coalizione ha infatti tra i suoi principali obiettivi quello di riportare l’intera penisola agli standard richiesti dalla troika ed ha avviato, da quando il suo esecutivo si è insediato, numerosi provvedimenti cosiddetti di riforma con cui ha introdotto le misure ritenute necessarie per scongiurare il default.

Se si analizza la situazione da questo punto di vista si capisce la ragione delle proteste che molti cittadini hanno organizzato per la giornata di oggi. Atene è blindata per l’arrivo di Herman Von Rompuy e di José Manuel Barroso, ma manifestazioni sono state annunciate da parte delle opposizioni sociali all’attuale governo le quali porteranno in piazza lo sdegno contro l’austerità imposta ai cittadini.

Redazione online