Renzi lancia il piano Job Act: assegno per disoccupati e riduzione forme contrattuali

Matteo Renzi (getty Images)

E’ stata presentata ieri da Matteo Renzi nel suo blog eNews l’attesa bozza del Job Act varata dal vertice di segreteria del Partito Democratico. Si tratta della seconda proposta lanciata dal nuovo leader del Pd nel corso di quest’anno e Renzi non evita di farlo notare nell’introduzione all’esplicazione del progetto: “Abbiamo dato una bella scossa con la prima enews dell’anno, quella del 2 gennaio scorso. Ricordate? Abbiamo messo in campo tre ipotesi di legge elettorale e chiesto a tutti di chiudere. In questo secondo appuntamento del 2014, provo a fare la sintesi del punto in cui siamo e ad anticipare i contenuti della riflessione sul lavoro di cui parliamo dalla campagna elettorale”, ha esordito il sindaco di Firenze.

Concentrandosi sulla questione lavoro, Renzi ha poi osservato: “L’Italia può farcela, ma deve uscire da questa situazione di bella addormentata nel bosco. Deve rompere l’incantesimo. Per farlo c’è bisogno di una visione per i prossimi anni e di piccoli interventi per i prossimi mesi”. Anticipando poi che il documento Job Act presentato in queste ore e redatto con il contributo dell’addetta al lavoro, Marianna Madia, è aperto e verrà quindi discusso in sede di direzione del Partito Democratico il prossimo 16 gennaio, il segretario ha elencato una serie di provvedimenti che il piano intende proporre.

Il progetto, diviso i tre parti, prende in considerazione il sistema lavoro, la questione occupazionale, le nuove regole da adottare. Tra i punti più significativi ci sono: la riduzione delle tasse per imprenditori e creatori di lavoro, vari interventi che mirano alla semplificazione dell’apparato burocratico (agenda digitale, trasparenza online), l’eliminazione dell’obbligo di iscrizione alla Camera di Commercio. Arrivando al tema occupazionale, Renzi propone un piano industriale per sette settori: made in Italy; cultura, agriturismo e cibo; ICT; Green Economy; Nuovo Welfare; Edilizia; Manifattura.

Provvedimenti specifici proposti sono: la riduzione delle forme contrattuali attualmente attestate a oltre 40; l’introduzione di un assegno universale per coloro che perdono il posto di lavoro con annesso obbligo di frequenza a un corso di formazione; la creazione di un’Agenzia Unica Federale che gestisca i centri per l’impiego; una riforma del sistema di rappresentanza sindacale in azienda che prevede l’elezione diretta dei lavoratori per coloro che entreranno nel CDA.

 

Redazione online