‘La Padania’ non demorde, pubblicata anche l’agenda politica del ministro Zanonato

Flavio Zanonato (screenshot SkyTg24)

Dopo le polemiche causate dalla scelta di pubblicare, insieme agli appuntamenti che riguardano il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, e a quelli delle sedi territoriali, anche l’agenda di incontri politici del ministro per l’Integrazione, Cecile Kyenge, il quotidiano del Carroccio ‘La Padania’ non si tira indietro davanti alle accuse del Partito Democratico e oggi decide di pubblicare anche l’elenco degli incontri pubblici del ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato.

A motivare la scelta, è la direttrice del quotidiano, Aurora Lussana: “Abbiamo deciso di replicare l’iniziativa con un altro ministro, stavolta maschio e veneto, vediamo se i cori dei professionisti dell’indignazione saranno dello stesso livello”. Inoltre, ‘La Padania’ respinge le accuse di utilizzare metodi intimidatori, pubblicando in prima pagina l’indirizzo web del dicastero diretto dalla Kyenge e spiegando che l’agenda politica del ministro è praticamente accessibile a tutti.

Difende il quotidiano leghista, il segretario Salvini: “Mi dicono che stamattina ci sia stata una corsa alle edicole per acquistare La Padania, è la risposta della nostra gente agli attacchi e alle intimidazioni fatte contro la Lega da chi addirittura invoca il sequestro fascista”. Il leader del Carroccio replica poi alla Kyenge, che in mattinata aveva chiesto alla politica di intervenire in sua difesa, sostenendo: “In realtà i veri democratici oggi dovrebbero schierarsi a difesa del diritto dei giornalisti della Padania di scrivere e di dire quello che pensano, mentre dalla sinistra arriva la proposta fascista di censurare o addirittura di sequestrare preventivamente. Roba da matti”.

Analoga posizione è stata espresso dall’ex segretario della Lega e presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni: “Non capisco perché contestare il ministro Kyenge sia un atto di razzismo mentre invece contestare il presidente Maroni, come avviene qualche volta, sia un atto di grande democrazia”.

Redazione online