Indagata Angiola Armellini, evasione fiscale da oltre 2 mld di euro

Guardia di Finanza (getty images)

 

Angiola Armellini, erede del patrimonio della celebre famiglia di imprenditori romani, è stata denunciata ieri dalla Guardia di Finanza insieme ad altre 11 persone con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’evasione fiscale: l’indagata avrebbe infatti nascosto al fisco, con l’aiuto di collaboratori e consulenti, un patrimonio di oltre 2 miliardi di euro, sparsi in vari conti all’estero, e la proprietà di 1243 immobili, quasi tutti nella Capitale.

I controlli fiscali effettuati sul conto dell’imprenditrice dal 2003 ad oggi le hanno contestato mancate dichiarazioni di disponibilità estere in Lussemburgo, Principato di Monaco e Svizzera. Il Nucleo di Polizia Tributaria, inoltre, le ha disconosciuto 10 scudi fiscali, con i quali aveva probabilmente cercato nel 2009 di proteggere il proprio capitale fuori dall’Italia.

La Guardia di Finanza ha effettuato controlli anche su 3 holding in Lussemburgo riconducibili alla Armellini, denunciando omesse dichiarazioni dei ricavi, al netto delle spese sostenute, per una cifra attorno ai 190 milioni di euro. Per quanto riguarda gli altri indagati, si tratta per lo più di consulenti italiani ed esteri che l’avrebbero aiutata nella gestione contabile e fiscale delle società e a mantenere in vita il meccanismo fraudolento.

Il “tesoro” della Armellini è destinato ad essere utile anche per le casse italiane, dal momento che il Campidoglio ha firmato un accordo con le Fiamme Gialle per la riscossione delle imposte locali (Ici e Imu) sui 1243 immobili della donna, il versamento delle quali manca da anni.

Le indagini hanno riguardato le annualità dal 2003 al 2012. Inoltre, secondo la Guardia di Finanza, Angiola Armellini, che è risultata residente nel Principato di Monaco dal 1999 al 2010, avrebbe sempre risieduto stabilmente a Roma, dapprima in una grande villa all’Eur, poi in un super attico nel centro della Capitale che non era registrato come civile abitazione. Le attività investigative hanno comportato numerose perquisizioni presso l’abitazione di 8 persone fisiche, 5 sedi di società e 3 studi commercialistici.

 

Redazione