Davos: gli scenari mondiali dopo la crisi al 44° World Economic Forum

Klaus Schwab, fondatore del World Economic Forum (Getty images)

Si apre ufficialmente oggi, la 44 esima edizione del World Economic Forum (Wef) alla quale prendono parte oltre 2.500 delegati da tutto il mondo, 40 capi di Stato e di Governo, tra cui il presidente del consiglio Enrico Letta e quello giapponese Shinzo Abe, ma anche il presidente della Bce, Mario Draghi, il direttore del Fmi, Christine Lagarde, ma anche banchieri centrali e ministri degli esteri.

Ingente il servizio di sicurezza delle forze dell’ordine svizzere: lo spazio aereo sarà sorvegliato quasi su tutto il territorio e ci saranno oltre 3mila militari che presiedono 662 barriere per un tracciato di 24 chilometri.

La Svizzera è doppiamente sotto ai riflettori: da una parte a Montreux dove oggi ha anche preso il via la Conferenza Ginevra 2 sulle trattative di pace in Siria, dall’altra a Davos, dove fino a sabato 25 gennaio, i leader mondiali s’incontrano al forum del Wef per affrontare temi di economia, ma anche di geopolitca e temi relativi ai rischi sociali, come indica il titolo stesso del tema del Forum di quest’anno: “Rimodellare il mondo: conseguenze per società, politica ed economia”.

Insomma, un incontro molto atteso nel quale si dovrebbe guardare all’assetto mondiale economico in una prospettiva che va oltre la crisi: si discuterà anche di economia verde e sostenibile, del conflitto Siriano, ma anche di argomenti di settore come le tecnologie del futuro come i rischi della digitalizzazione o anche gli studi sul funzionamento del cervello, al quale parteciperà anche l’attrice premio Oscar Goldie Hawn, come ricorda l’Ansa.

Tra i temi, il premier Shinzo Abe tratterà della politica economica giapponese, ma si parlerà anche della crescita della popolazione africana ma anche dei costi dello stress da lavoro.
Il presidente iraniano Hassan Rohani sarà presente domani al Forum dove parlerà del futuro ruolo dell’Iran nel mondo.
Al forum anche il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che incentrerà il suo intervento sull’accordo raggiunto a Ginevra il 24 novembre scorso tra il Gruppo 5+1 e Teheran, mentre il segretario di stato americano John Kerry, dopo aver partecipato alla confernza di pace sulla Siria a Montreux, sarà presente venerdì prossimo a Davos.

Ieri il Papa ha inviato un messaggio chiedendo a tutti partecipanti del Forum “di fare in modo che la ricchezza sia al servizio dell’umanità e non la governi”: il papa ha sottolineato che la “crescita in equità richiede decisioni, meccanismi e processi volti a una più equa distribuzione delle ricchezze, alla creazione di opportunità di lavoro e a una promozione integrale dei poveri che superi il mero assistenzialismo”.

Tra gli ospiti d’eccezione anche il cantante Bono, leader degli U2, che al fianco del premier britannico David Cameron, partecipa ad un gruppo di lavoro sull’Aids e la povertà estrema.

Presente anche il premio Oscar, Matt Damon che sarà premiato per l’attività della sua fondazione che fornisce acqua e sistemi idrici nelle zone aride di tutto il mondo.
Un tema a cuore del fondatore del World Economic Forum, Klaus Schwab che ha dichiarato di “non essere mai stato più emozionato per il programma di quest’anno”. Infatti, per la prima volta a Davos si potrà iniziare a pensare alla crescita e allo sviluppo e per Schwab è impportante il tema della lotta contro la povertà e la disuguaglianza sociale. A Davos sarà presentato uno studio sulla minaccia mondiale che rappresenta il crescente divario fra fasce ricche e povere della popolazione.

Tanto che lo stesso direttore del Fmi, Lagarde, in una recente intervista al Financial Times aveva evidenziato come la disuguaglianza dei redditi sia una minaccia per l’economia globale. E anche il premier giapponese che porterà un messaggio alle aziende nipponiche evidenzierà la necessità di aumentare i salari.

Come riporta Tmnews, il forum partirà dunque da una stima condivisa sull’esistenza di una ripresa economica negli Stati Uniti e in Europa: confermata anche dalle previsioni pubblicate ieri dal Fondo Monetario internazionale sulla crescita per il pil mondiale nel 2014, che si attestano al 3,7% pur sottolineando “la fragilità della ripresa”.

Assenti, il presidente francese François Hollande e la cancelleria Angela Merkel.

Per l’Italia, non è stata ancora confermata la presenza di Letta, ma saranno presenti il ministro degli esteri Emma Bonino, il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni e il sindaco di Roma Ignazio Marino. Per quanto riguarda il fronte degli imprenditori italiani, partecipano il presidente e l’ad di Eni Giuseppe Recchi e Paolo Scaroni, l’ad di Generali Mario Greco, l’amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni e i rappresentanti di Geox, Sace, Illy e Ariston.

Il Financial Times, come riporta l’Ansa, ha riportato anche una curiosità sulle quote rosa al forum sottolineando che sui 2.500 delegati, solo uno su sette è una donna.

Redazione

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