Banda Larga. Letta: “L’Italia è indietro e deve investire”

Utente web ( Justin Sullivan/Getty Images)
Utente web ( Justin Sullivan/Getty Images)

Il premier Enrico Letta ha presentato oggi a Palazzo Chigi il Rapporto Caio relativo alla diffusione su territorio nazionale della banda larga. Il documento, il quale reca il sottotitolo “Raggiungere gli obiettivi Europei 2020 della banda larga in Italia: prospettive e sfide”, indica gli step che il governo si propone di percorrere al fine di portare l’utilizzo della tecnologia web nel nostro paese al passo con la media europea.

Stando ai risultati delle ricerche effettuate dal comitato che ha redatto il dossier sulla situazione attuale della diffusione della banda larga, risulta che in Italia la banda larga base copre il 98,4% delle unità abitative (con 2 milioni circa di linee che presentano problematiche) e velocità di navigazione a 30Mbps ancora poco diffusa. Gli operatori che lavorano sul mercato italiano hanno già messo in campo progetti per arrivare a coprire con la velocità 30Mbps almeno la metà del territorio nazionale entro il biennio 2016/2017 e, per questa ragione, il comitato si è detto fiducioso per sviluppi a breve termine.

Diversa è la questione per la copertura totale a 30Mbps, obiettivo che, secondo le attuali previsioni, non sarebbe raggiungibile nel 2020 (anno in cui si prospetta un raggiungimento del 70% di copertura).

Per quanto riguarda invece la rete a banda larga di nuova generazione (quella cosiddetta a banda ultra larga), il dossier specifica che l’Italia è in ritardo ma che, per alcune iniziative messe in campo dai gestori telefonici, si stima che nel 2017 sarà possibile raggiungere il 50% della copertura totale.

Enrico Letta nel suo discorso sul tema ha ribadito i risultati della ricerca che vedono il nostro paese in una condizione di arretratezza ed ha chiesto, a questo proposito, investimenti sia da parte del settore pubblico che da parte del settore privato. Solamente con questi investimenti sarà possibile rispettare le richieste elaborate dall’Europa e, a questo proposito, il premier ha fatto sapere che, se gli obiettivi non dovessero essere raggiunti, “abbiamo sempre in mano la valigetta con il pulsante rosso della bomba atomica rappresentato dallo scorporo della rete”, quello cioè della statalizzazione della rete fissa.

 

Redazione online