Matteo Renzi a ‘Repubblica’: “Se credibili, vinciamo”

Matteo Renzi (Getty Images)
Matteo Renzi (Getty Images)

E’ un Matteo Renzi senza freni quello intervistato da Claudio Tito sul quotidiano ‘La Repubblica’ in edicola oggi. In primo piano, il tema della legge elettorale; per il segretario del Pd, “vinci se affascini gli italiani con le tue idee, non se pensi di farti la legge su misura”. Nessuno stupore, da parte del sindaco di Firenze, per le prese di posizione dei giorni scorsi di Pierferdinando Casini: “Se siamo credibili, prendiamo un voto più degli altri. Certo, se per farci paura basta uno starnuto di Casini, allora ‘Houston abbiamo un problema’. Siamo il Pd, noi. Dobbiamo dire qual è la nostra idea di società. Non basta più essere contro Berlusconi”.

A Sel e ai partiti che eventualmente sceglieranno di allearsi col Partito Democratico, Renzi spiega: “Dovranno fare uno sforzo per superare lo sbarramento. Sarebbe strano non muoversi in questa direzione. Di certo non è accettabile che chi prende una percentuale minimale poi faccia il bello e il cattivo tempo. Ricorda il 2006 e l`agonia del governo Prodi causato proprio dai partitini?”. Per il segretario Pd comunque non è in discussione una coalizione, “anche se è evidente che faremo un`alleanza con forze di centro e di sinistra. Il punto però è impedire il potere di ricatto dei piccoli partiti”.

Renzi non usa poi mezzi termini per bollare come “atti tecnicamente squadristi” i comportamenti in Parlamento degli esponenti pentastellati, sottolineando: “Alcuni di loro sono dei bravi ragazzi, ma quando scendono Grillo e Casaleggio la linea è chiara. Sperare nel fallimento e aizzare il caos. Adesso i teorici dello streaming e della trasparenza si sono ridotti a chiedere il voto segreto come un partitino da prima Repubblica. Dovevano rendere il palazzo una casa di vetro, ma scommettono sui franchi tiratori”.

Il segretario del Pd, sulla vicenda, non risparmia alcune critiche alla presidente della Camera Laura Boldrini, e arriva anche a chiedere le dimissioni da questore di Stefano D’Ambruoso, ma “questo non può giustificare la volgarità e lo squallore dei grillini”. Secondo Renzi, Beppe Grillo “per la prima volta rincorre, è in difficoltà. Se la politica fa le cose che promette, lui si sgonfia come un palloncino”.

Infine, rispetto alle preoccupazioni circa l’accordo sulla legge elettorale con Forza Italia, Matteo Renzi chiosa: “Non si può rischiare a colpi di emendamenti di far saltare tutto. Abbiamo fatto un accordo e non accetto piccole furbizie. Berlusconi per adesso ha mantenuto gli impegni e non sarà certo il Pd avenire meno alla parola data, visto che la nostra direzione si è espressa. Siamo un partito, non un club di liberi pensatori”.

Redazione online