Casini su Senato parte civile contro Berlusconi: decisione strana da Grasso

Pier Ferdinando Casini (Getty Images)
Pier Ferdinando Casini (Getty Images)

Pierferdinando Casini, leader dell’Udc da poco tornato nelle file del centro-destra, ha parlato a Radio Capital della scelta di Pietro Grasso di far costituire il Senato parte civile nel processo di Napoli contro Berlusconi (in merito alla presunta compravendita di senatori da parte del Cavaliere): “Da ex presidente della Camera, dico che si tratta di una decisione strana”. Il voto favorevole espresso da Grasso, infatti, ha invertito la tendenza espressa dalle altre preferenze del consiglio di presidenza del Senato, che si era mostrata contraria con 10 voti contro 8.

Secondo il leader centrista, per il presidente del Senato sarebbe stato meglio comportarsi diversamente: “E’ una decisione insindacabile ma non indiscutibile. Quando si coinvolge il consiglio di presidenza e si chiede un parere ‘gentle agreement’ vuole che al parere ci si rifaccia. E’ il parere del Senato. Palazzo Madama non si è mai costituito parte civile neanche contro Lusi, accusato di aver rubato dei soldi dello Stato. Se Grasso aveva già deciso sarebbe stato più corretto non convocare l’ufficio di presidenza”.

Inoltre, Casini non vuole correre il rischio che venga data un’accezione esclusivamente morale alla votazione, perciò percisa: “Rispetto le opinioni di Grasso, ma poiché dice che costituirsi parte civile è un dovere morale, mi aspetto che oggi spieghi che uguale dignità, tensione morale e lealtà verso le istituzioni hanno quei senatori come De Poli e Lanzillotta che hanno votato contro questa decisione. E’ grave spaccare il Senato o l’organo di presidenza su un giudizio di carattere morale espresso dal Presidente. Spero che oggi in apertura di seduta voglia dare spiegazioni”.

A chi gli domanda se, in occasione di questa votazione, si sia ricomposta l’ex maggioranza di governo di centro-destra, il leader Udc risponde: “No, non credo che chi ha votato, seguendo indicazioni di coscienza, abbia inteso riproporre uno schema politico. Non avrebbe avuto senso. Poi se qualcuno pensa che in Italia ci sia Grillo, la sinistra e poi il deserto, sbaglia”.

Intanto, numerose voci di protesta si sono levate dagli scranni di Forza Italia, Nuovo Centrodestra, Lega e Gal (Grandi Autonomie e Libertà),  prima e dopo l’ingresso di Grasso nell’aula del Senato. Il presidente di Palazzo Madama è stato invitato a  motivare la decisione presa sull’opportunità di costituirsi parte civile dal presidente dei senatori di Forza Italia, Paolo Romani: “Chiedo che sia il presidente a venire a spiegare le regioni giuridiche della sua scelta e del suo comportamento. In assenza di questo è difficile immaginare che i lavori possano mantenere quello spirito di serenità. Non possiamo tacere di fronte alla scelta di far valere una propria opinione, spacciandola per una valutazione morale. Non gli compete e non ci convince. Non ha convinto noi ma neppure il consiglio di presidenza: interpellati uno a uno i membri si sono espressi in modo opposto rispetto alle scelte che il presidente Grasso ha poi assunto”.

A dare man forte al deciso attacco di Romani è Maurizio Sacconi, capogruppo del Ncd al Senato, che incalza: “Mi associo alla richiesta del collega Romani: venga a riferire in Aula. Da oggi questa istituzione è diversa, qualcosa di grave è accaduto: quella terzietà che deve caratterizzare il ruolo del presidente è venuta meno”.

 

Redazione