Bullismo: quello online è la minaccia principale secondo 7 adolescenti su 10

Cyberbullismo (Getty Images)
Cyberbullismo (Getty Images)

 

Il 69% di adolescenti e preadolescenti considerano il bullismo online la minaccia più grave alla quale sono sottoposti nella loro vita. E’ il dato, preoccupante, che emerge da uno studio dell’Ipsos per Save The Children presentato al Teatro la Cometa di Roma questa mattina, in occasione della giornata “Safer Internet Day“. Perfino cadere nel vizio della droga e gli abusi da parte degli adulti destano meno preoccupazioni, facendoci comprendere l’enorme importanza che danno alla vita “virtuale” i più giovani e vulnerabili.

La campagna “Se mi posti ti cancello“, nel contesto della quale si inserisce la statistica sopra citata, mira a far sì che i ragazzi si aprano e si confrontino con i propri pari, dando ciascuno un contributo scritto o video con il proprio ideale di “vita digitale” o segnalando gli aspetti che proprio non digeriscono.

I dati trasmessi dall’Ipsos segnalano inoltre che il 23% degli under 18 italiani passa tra le 5 e le oltre 10 ore al giorno su internet, mentre l’8% è addirittura connesso 24 ore su 24. A facilitare l’uso della rete è senza dubbio il fatto che con i moderni dispositivi (l’85% degli under 18 possiede uno smartphone) non ci sia nemmeno il bisogno di una postazione fissa per collegarsi, ma grazie a wifi e 3g sia possibile farlo da qualsiasi posto.

Valerio Neri, direttore generale di Save The Children, ha commentato la statistica in questo modo: “Ricerche come quella realizzata da Save the Children sul cyberbullismo per la giornata odierna mostrano quanto valore i ragazzi danno al dialogo e ai propri amici nella soluzione dei problemi che si presentino in rete: ben tre quarti dei ragazzi intervistati infatti dichiara che parlare con qualcuno puo’ essere utile in caso di difficolta’ incontrate sul web. La campagna ‘Se mi posti ti cancello’ utilizzera’ questa leva per promuove il dialogo con gli adulti e la condivisione con i pari, utilizzando strumenti e linguaggi familiari ai ragazzi e alle ragazze”.

 

Redazione