Malesia, aereo scomparso: le ricerche si estendono per 8 mila chilometri, dal Kazakhstan all’Oceano indiano

Malaysia Airlines (getty images)
Malaysia Airlines (getty images)

Dopo oltre una settimana dalla scomparsa del Boeing 777 della Malaysia Airlines con a bordo 239 passeggeri proseguono le ricerche del velivolo che si sono estese in un’area più vasta nell’Oceano Indiano ma anche nel nord dell’Asia.
Infatti, la Cina ha annunciato di aver avviato delle ricerche sul proprio territorio. E’ quanto ha reso noto Huang Huikang l’ambasciatore cinese in Malaysia, precisando che le ricerche saranno concentrate nelle regioni della Cina situate “nel corridoio aereo settentrionale” (nord) individuato fra le rotte che avrebbe potuto seguire il volo MH370 in base alle ultime informazioni satellitare.

Rassicurazioni da parte dell’ambasciatore cinese sull’ipotesi che il dirottatore sia tra i passeggeri cinesi. Infatti, in una dichiarazione citata dall’agenzia Nuova Cina, l’ambasciatore ha assicurato che l’inchiesta sui 153 passeggeri cinesi non ha rivelato alcun elemento: “Non ci sono prove del fatto che passeggeri cinesi possano aver dirottato l’aereo o essere responsabili di un attacco”, ha detto Huikang.

CAMBIO ROTTA– Secondo le ultime rivelazioni, il velivelo ha virato verso Ovest al confine tra lo spazio aereo malaysiano e quello vietnamita grazie al sistema computerizzato nella cabina di pilotaggio. Secondo alcune fonti americane, come rifersice il New York Times, la virata è stata programmata attraverso più di una pressione sulla tastiera del Flight Management System (il computer di bordo) con le quali è stato programmato il mutamento di rotta
Come ripota il corriere.it gli analisti aeronautici considerano il punto della virata come il “punto perfetto” in quanto coincideva nel momento del cambio di consegna tra le torri di controllo si passano le consegne.

TIMORI TERRORISMO– Mentre si allargano le ricerche sale il timore della pista del terrorismo tra cui quella dei talebani
Tanto che Israele ha innalzato l’allerta per le procedure di atterraggio dei velivoli.
Gli investigatori ipotizzano che il volo possa aver proseguito verso nordovest in direzione dell’Asia oppure a sudovest nell’Oceano Indiano, verso la costa occidentale dell’Australia.

RICERCHE– Le ricerche condotte da 26 paesi si sono estese per un raggio di 8mila chilomteri dal Kazakhstan a Nord fino all’Oceano Indiano a Sud.
Si apprende che chi ha manovrato l’aereo abbia eseguito varie operazioni per scomparire dai radar: infatti sono state registrate delle impennate sopra 45 mila piedi (13.700 metri) e discese a 23 mila piedi (7 mila metri), sotto l’altezza di crociera. Il Boeing si sarebbe abbassato addirittura fino a 5 mila piedi, 1.500 metri.
Insomma molti interrogativi e dubbi: alcuni investigatori pensano che l’alta quota sia stata raggiunta per asfissiare i passeggeri.

Redazione

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