La storia di Anne: non si adatta alla modernità, in Svizzera per suicidio assistito

Clinica Dignitas, a Zurigo (SEBASTIAN DERUNGS/AFP/Getty Images)
Clinica Dignitas, a Zurigo (SEBASTIAN DERUNGS/AFP/Getty Images)

 

Arriva una storia che ha dell’assurdo dall’Inghilterra, riportata dal Daily Telegraph: una donna di 89 anni, identificata con il nome di Anne, si è recata a Zurigo, nella clinica Dignitas, per commettere suicidio assistito. Nulla di anomalo, dal momento che nel paese elvetico è una pratica legale, ma stupiscono le motivazioni dell’anziana inglese, che non era affetta da alcuna malattia terminale che le lasciasse pochi mesi di vita, ma riteneva impossibile adattarsi e vivere in mezzo alle tecnologie moderne: la donna, infatti, era convinta che le persone, a causa dei computer, delle mail, del consumismo e dei fast food, si stessero trasformando in robot e perdendo la loro umanità, condizione che non le ha lasciato scampo di fronte al bivio “adattarsi o morire”.

Nonostante qualche piccolo problema di salute, che comunque non avrebbe condizionato a tal punto il suo stile di vita, Anne ha voluto ad ogni costo intraprendere il suicidio assistito, dovendo prima convincere i medici di non trovarsi di fronte ad un “futuro invidiabile”e che sarebbe comunque morta in una casa di cura. Così, i medici hanno acconsentito e la nipote Linda, di 54 anni, è rimasta al capezzale di Anne fino all’ultimo momento.

 

Redazione