Franceschini pensa agli Artbonus per la cultura e vuole reintrodurre la tassa per copia privata

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:12
Dario Franceschini (Getty images)
Dario Franceschini (Getty images)

Il ministro alla Cultura, Dario Franceschini, presenterà nel corso della prossima settimana il proprio progetto presso la Camera dei Deputati ed è ora al lavoro per definire i particolari di un piano che si propone di aumentare gli investimenti in campo culturale.

L’idea di Franceschini, delineata a grandi linee nel corso della presentazione del Consiglio Superiore per i Beni Culturali, sarebbe quella di incentivare, sulla scia di quanto già fatto da Bray, la partecipazione dei privati alla riqualificazione di siti d’interesse. “Quello che proporrò su questo tema al Cdm sarà da un lato di rompere il tabù ideologico e trovare un sistema di collaborazione virtuosa tra pubblico e privato, più facile se accompagnata da detrazioni fiscali”, ha affermato il ministro.

Si fa strada l’idea di un Artbonus, uno sgravio simile a quello introdotto per incentivare l’acquisto di macchinari e di elettrodomestici eco-compatibili, che possa favorire la partecipazione ai servizi culturali.

Franceschini si è poi detto deciso a voler reintrodurre la tassa di equo compenso per copia privata che era decaduta nel 2012. L’imposta, da applicare sulle riproduzioni in vario formato di opere coperte dal diritto d’autore, sarebbe per il ministro un atto doveroso nei confronti di chi produce cultura. “Dobbiamo mettercelo tutti in testa, perché in Italia questa consapevolezza non c’è:  il diritto d’autore è quello che consente la libertà all’ artista, quello che gli garantisce il suo spazio di creatività. Il diritto d’ autore è stato uno dei temi centrali dell’ incontro della scorsa settimana dei ministri della Cultura dell’ Ue ed è in cima all’ agenda europea, perché tutte le nuove tecnologie comportano questioni attinenti il diritto d’ autore”, ha affermato.

“Dobbiamo fare il decreto ministeriale per l’equo compenso che va a incidere su una serie di supporti tecnologici che ormai non interessano più nessuno. Va a insistere su smartphone, tablet e computer. Sapete che i punti di vista sono molto lontani tra Confindustria digitale, la Siae e i consumatori”, ha continuato il ministro.

 

Redazione online