Infrastrutture Lombarde, bocciata la candidatura di Antonio Di Pietro

Antonio Di Pietro (Getty Images)
Antonio Di Pietro (Getty Images)

Non ha ricoperto “per almeno dieci anni un incarico di dirigente apicale in un’azienda privata o pubblica”: questa la motivazione con la quale la giunta Maroni ha escluso dalla gara per la direzione generale di Infrastrutture Lombarde l’ex pm, ex ministro ed ex leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro, dopo la necessità di indirre un bando per sostituire Antonio Rognoni, attualmente agli arresti domiciliari per l’inchiesta sugli appalti truccati che ha travolto la società.

Di Pietro non è l’unico escluso dal bando; dei 98 partecipanti, infatti, solo 26 sono i candidati ammessi, tra i quali la Giunta regionale dovrà scegliere il nuovo direttore generale. Ha commentato l’ex pm: “Avendo fatto anche il ministro dei Lavori pubblici pensavo e penso di avere tutti i requisiti. Ne prendo atto senza alcuna polemica. Faccio i miei auguri a chi sarà nominato e mi auguro che sia una persona competente e con le mani pulite”.

Redazione online