Ucraina: tavolo di unità nazionale a Kiev. Merkel: “No a soluzione militare”

Parlamento di Kiev, Ucraina (Getty images)
Parlamento di Kiev, Ucraina (Getty images)

Si tiene oggi la prima seduta di un tavolo d’unità nazionale al Parlamento di Kiev, promosso dal governo ucraino all’indomani della strage ad Odessa per trovare delle soluzioni per mettere fine alla crisi politica e agli scontri a sudest del paese tra esercito e militanti filorussi.

Ancora ieri si sono regisrati degli scontri nei pressi di Kramatorsk, una cittadina 400 km a Sud-Est di Kiev e ad un centinaio di chilometri dal confine russo dove 6 militari ucraini sono rimasti uccisi e 8 feriti in seguito ad un’imboscata condotta da un trentina di miliziani filorussi. Secondo quanto ha reso noto il Ministero dell’Interno ucraino due soldati sono rimasti uccisi quando il loro blindato, che si stava avvicinando a un ponte all’ingresso della città, è stato colpito dai ribelli filo-russi, mentre gli altri quattro sono caduti nella sparatoria successiva.

Tanto che all’incontro odierno partecipano politici nazionali e “di tutte le regioni”, esperti, ministri, rappresentanti religiosi e della società civile, due ex presidenti ucraini, i candidati alle presidenziali del 25 maggio e l’oligarca Akhmetov, ma sono esclusi dai negoziai i separatisti armati filorussi che non stati invitati dal governo in quanto ritenuti “terroristi”.

Sul tema della crisi in Ucraina è intervenuta la cancelliera tedesca Angela Merkel che in un’intervista rilasciata a Repubblica ha scartato l’ipotesi di una soluzione militare ribadendo la volontà del dialogo diplomatico con la Russia: “Putin ed io riusciamo sempre a parlare, anche in questa difficile fase” ha spiegato Merkel che ha poi spiegato di puntare al “dialogo con la Russia e, insieme all’Osce, a una tavola rotonda in Ucraina, per una soluzione diplomatica”.
Tuttavia la Merkel si è detta anche disposta ad applicare “ulteriori sanzioni, se la Russia non si impegnerà per la stabilizzazione”.
Rispetto alla questione energetica legata alla crisi in Ucraina, la cancelliera ha affermati che “noi europei dobbiamo anche pensare a medio termine e renderci più indipendenti dal gas russo”, sottolineando che “la proposta del premier polacco Tusk per un’unione europea dell’energia va nella giusta direzione”.

Redazione

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