Centristi al governo, dopo il voto le forze moderate provano a riorganizzarsi

Gianpiero D'Alia (foto presidenza della Repubblica)
Gianpiero D’Alia (foto presidenza della Repubblica)

I centristi che sostengono il governo Renzi, dopo che la lista unitaria composta da Nuovo Centrodestra e Udc ha ottenuto – alle elezioni europee di domenica scorsa – il 4,38%, hanno aperto una riflessione sulla volontà di intraprendere un cammino comune, nel solco dell’adesione al Partito Popolare Europeo; secondo Gianpiero D’Alia, presidente dell’Udc, occorre uscire “dal dibattito stucchevole sui meriti e le colpe, su chi abbia contribuito di più o di meno, tra Udc e Ncd, al risultato elettorale. Ognuno ha fatto la propria parte e l’esito è stato positivo, viste le condizioni in cui è maturato”.

“I popolari sono ancora la maggioranza in Italia e per rappresentarli dobbiamo resettare l’area moderata” – ha proseguito l’ex ministro – “Rafforzare il dialogo con gli amici di Ncd e aprirci veramente al confronto con quelli di Forza Italia. Non dobbiamo lasciare che cedano all’idea di cavalcare l’onda e sposare posizioni lepeniste: un errore grave, l’unico modo per far arrivare il Pd e Renzi al 60%”.

Antonio Leone, deputato del Nuovo Centrodestra, ospite della trasmissione “Coffee Break” su La7, ha riflettuto: “Sul risultato conseguito alle europee dal Nuovo Centrodestra, che noi consideriamo soddisfacente perché raggiunto in meno di cinque mesi di vita, si può partire per ricostruire in Italia un’area dei moderati, che resta maggioritaria e competitiva con il centrosinistra, ma bisognerà guardarsi dagli estremismi pericolosi”. L’impegno, secondo Leone, “resta quello di continuare a incoraggiare le riforme utili al Paese, restando per ora nel governo, ma senza rinunciare al grande progetto di riportare il centrodestra alla guida dell’Italia”.

Da Potito Salatto, socio fondatore dei Popolari per l’Italia, invece, arriva un appello: “Mentre Scelta Civica e qualche altro parlamentare sparso meditano come traghettarsi verso Renzi, Ncd, Udc e Popolari per l’Italia procedano, dopo la lista comune per le Europee, a unificare i gruppi alla Camera e al Senato”. Ha proseguito l’eurodeputato uscente: “Le elezioni regionali sono ormai alle porte. Presentarsi disarticolati sarebbe un grande errore. Distanti dalla destra e distinti dalla sinistra, noi popolari abbiamo dinanzi a noi una prateria sterminata da conquistare con ideali, valori e programmi adeguati”. Infine, rivolgendosi direttamente ai leader dei partiti centristi: “Alfano, Cesa e Mauro facciano un passo in avanti”.

Redazione online