Delrio “smentisce” calcoli Bankitalia su Tasi: sbagliato prendere 2013 come riferimento

Graziano Delrio e Matteo Renzi (Elisabetta Villa/Getty Images)
Graziano Delrio e Matteo Renzi (Elisabetta Villa/Getty Images)

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, è intervenuto a proposito del calcolo effettuato da Bankitalia e incluso nel suo rapporto annuale sui “volumi” di spesa per le famiglie in occasione del pagamento della Tasi. Secondo Delrio, la scelta di prendere come anno di riferimento il 2013 è errata, visto che l’anno scorso è stata sostanzialmente cancellata l’Imu (Bankitalia stima un esborso maggiore rispetto al 2013 variabile tra il 13 e il 60%, a seconda che i Comuni applichino l’aliquota minima, l’1 per mille, o quella massima, il 2,5 per mille, ndr). Piuttosto, il sottosegretario afferma che è il 2012 a dover essere considerato, quando l’imposta era regolarmente applicata sulle prime case.

Analizzando però i dati di Bankitalia potrebbe emergere un esborso ancora maggiore: l’ipotesi è infatti quella che i comuni applichino un’aliquota del 2,5 per mille per pareggiare il conto Imu del 2012, ma molti capoluoghi di regione hanno deciso di aumentare ulteriormente fino al 3,3 per mille, compensando poi con detrazioni e sgravi. In questa situazione si trovano Torino, Bologna, Ancona, Genova e Napoli; discorso diverso per Roma e Milano, dove la Tasi è stata spostata ad ottobre mantenendo il 2,5 per mille.

I calcoli di Bankitalia, che non vuole entrare nel merito della scelte degli enti locali, si limitano a stimare quanto dovrebbe spendere una famiglia di 3 persone per un appartamento di medie dimensioni in un capoluogo di provincia se venisse applicata l’aliquota massima: per quest’anno l’esborso complessivo dovrebbe essere, tassa rifiuti compresa, tra i 400 e i 600 euro. Una differenza che si gioca tutta su quale delle due percentuali decideranno i Comuni di applicare.

Redazione