Iraq, Obama: “Escluso intervento militare, ma sostegno alle forze di sicurezza irachene”

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Il presidente Barack Obama è intervenuto in una conferenza stampa durata brevemente commentando la posizione degli Stati Uniti rispetto alla crisi in Iraq e all’avanzata dei miliziani dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isis) nel paese.

Obama ha annunciato che il governo americano implementerà la presenza delle forze di sicurezza per dare sostegno a quelle irachene ma che per il momento è escluso un intervento militare.

Il presidente ha poi spiegato che l’intelligence americana sta monitorando la situazione e che il governo sta “valutando tutte le opzioni anche per cambiare velocemente le azioni sul campo, considerando che lo scenario cambia d’ora in ora nel paese.
“Gli Stati Uniti tuttavia non intendono intervenire militarmente senza l’accordo del governo iracheno”, ha poi precisato Obama rispondendo ad un giornalista.

Durante il suo intervento il presidente americano ha ricordato come la presenza americana in Iraq sia stata mirata a dare le opportunità agli iracheni per la loro autodeterminazione, ma le forze iracheni non sono riuscite a contrastare le opposizioni.
Obama ha pertanto annunciato che “noi daremo uno sforzo ulteriore per aiutare le forze irachene. Il nostro è un campanello di allarme – ha poi rilanciato Obama – e i leader iracheni devono dimostrare uno sforzo”.

Il presidente ha anche spiegato che la decisione si rivela necessaria anche per la sicurezza dei paesi confinanti, come la Turchia e che hanno beneficio di avere stabilità in Iraq.
Non a caso, l’amministrazione Obama ha avviato strette consultazioni con il governo turco e con il governo regionale del Kurdistan iracheno, secondo quanto ha riportato il Washington Post, che però secondo le dichiarazioni di una fonte vicina al primo ministro di Baghdad Nouri al Maliki vi sarebbe anche l’opzione di “imminenti” raid aerei Usa da una base in Turchia.
Tuttavia, secondo alcune fonti dell’amministrazione Obama, il presidente Usa in base alla legge, Obama potrà intervenire urgentemente in Iraq senza chiedere il via libera del Congresso per 60 giorni. Inoltre, in presenza di una richiesta d’intervento di Baghdad, non avrà bisogno dell’approvazione del Consiglio di sicurezza dell’Onu.

Nel suo discorso Obama ha evidenziato la pericolosità del conflitto tra Sunniti e Sciiti senza però risparmiare delle critiche sul mancato impegno delle autorità locali a creare un clima di stabilità ricordando come “le nostre truppe si sono scarficate per dare un ‘opportunità agli iracheni per costruirsi un futuro migliore”.

“In tutta la regione abbiamo rafforzato il nostro impegno per costituire forze contro il terrorismo. Continueremo anche sforzi diplomatici sia all’interno dell’Iraq che nell’intera regione. Non vogliamo essere trascinati in una situazione- ha poi concluso Obama- in cui una volta che ce ne siamo andati via le persone si comportano in modo di non poter di nuovo garantire la stabilità nel paese”.

Redazione

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