Una nave militare nel Canale di Sicilia (ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

Una nave militare nel Canale di Sicilia (ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

Sono almeno dieci i corpi senza vita portati a riva dalla Capitaneria di Porto di Palermo. L’ennesima tragedia della migrazione sulle coste della Sicilia è avvenuta tra il pomeriggio di ieri e quello di oggi a seguito del naufragio di due imbarcazioni cariche di 104 uomini e donne diretti in Italia. I gommoni si sono inabissati tra le acque del Mar Mediterraneo a 40 miglia circa dalle coste della Libia per causa di un forte temporale.

Allarme, in base alle notizie giunte finora, è stato dato dalle autorità portuali che hanno avvistato persone in mare a oltre 100 miglia dalle isole Pelagie. I soccorsi sono partiti e circa 39 migranti sono stati tratti in salvo grazie al contributo dell’imbarcazione Dattilo attiva all’interno del progetto Mare Nostrum. Nonostante i tentativi e le ricerche, tuttavia, dieci cadaveri sono stati recuperati e si contano numerosi dispersi.

La nave Etna, la quale trasporta i migranti sopravvissuti e i corpi di coloro che non sono riusciti a resistere alla forza del nubifragio, è ora in viaggio verso la terra ferma e dovrebbe attraccare entro domani nel capoluogo siculo.

 

Redazione online