Ucraina. Mogherini a Kiev vede Julia Timoshenko

Iulia Timoshenko nel 2011 (SERGEI SUPINSKY/AFP/Getty Images)
Iulia Timoshenko nel 2011 (SERGEI SUPINSKY/AFP/Getty Images)

Risulta ricercato dalle autorità governative ucraine Rodion Kireiev, il magistrato che sentenziò, nel 2011, contro l’ex presidente ucraina Julia Timoshenko, figura di riferimento della cosiddetta rivoluzione arancione rimasta in carcere fino al 22 febbraio 2014, giorni in cui Kiev fu scossa da forti rivolte contro l’esecutivo dell’ex premier Viktor Janukovic e la politica riuscì ad uscire di prigione.

Kireiev fu l’artefice della condanna di Timoshenko a sette anni di detenzione per utilizzo illegale di denaro pubblico. L’atto giudiziario firmato dal giudice è rimasto in vigore fino allo stesso febbraio 2014 in cui la leader del partito Unione di tutti gli ucraini è stata scarcerata; in quella data il Parlamento di Kiev ha approvato la depenalizzazione dell’illecito che Timoshenko avrebbe compiuto.

Proprio Julia Timoshenko è stata al centro della visita nella capitale ucraina della Ministra degli Esteri italiana, Federica Mogherini. Le due donne si sono incontrate per discutere la complessa situazione politica che interessa il paese dell’Europa orientale e la possibilità di intervento dei paesi occidentali.”Abbiamo una data in comune da ricordare: io sono diventata ministro il giorno in cui lei è stata liberata dal carcere”, ha affermato l’intestataria della Farnesina commentando con i giornalisti il vertice.

“L’Italia, l’Unione Europea, tutta la Comunità internazionale devono fare in modo che “la transizione dell’Ucraina verso l’Ue sia una storia di successo”, ha proseguito Mogherini scendendo nel merito della situazione.

Nel corso della sua visita di due giorni in Ucraina, la Ministra italiana incontrerà il presidente Petro Poroshenko, il suo omologo Pavel Kimklin e il premier Arseni Iatseniuk. Il viaggio di Mogherini continuerà poi verso la Russia, altra controparte del difficile affaire ucraino, dove si vedrà col ministro degli Esteri Sergei Lavrov.

Redazione online