Vallanzasca torna in carcere, Giudici di sorveglianza: “E’ ancora un narcisista”

Renato Vallanzasca (screen shot youtube)
Renato Vallanzasca (screen shot youtube)

Nel provvedimento di revoca della semilibertà di Renato Vallanzasca, stabilito come conseguenza all’arresto di Vallanzasca dopo un furto in un supermercato, i giudici del Tribunale di Sorveglianza di Milano hanno spiegato nella sentenza che “René” ha una “personalità” ancora non “del tutto affrancata da tratti narcisistici nella percezione del sé” sottolineando che il suo arresto è un “grave vulnus al rapporto fiduciario che deve esistere tra il condannato semilibero e gli organi del trattamento”.

Nel ricordare il beneficio concesso nell’ottobre del 2013, avvenuto dopo “un lunghissimo percorso trattamentale caratterizzato nella sua parte finale dalla fruizione di permessi premio e dall’ammissione al lavoro all’esterno” i giudici hanno però evidenziato che Vallanzasca ha manifestato alcune “involuzioni trasgressive imputabili anche alla personalità del detenuto”.

Fermo restando “ogni diversa valutazione del giudice di merito” ovvero rispetto al processo per direttissima per rapina impropria di Vallanzasca che riprenderà a fine agosto, nell’ordinanza di revoca della semilibertà, i giudici hanno ricordato che l’accusato sta scontando dal 20 marzo del 1981 la condanna per “associazione per delinquere, sequestro di persona a scopo di estorsione, omicidi, violazione legge armi, furti, rapina, oltraggio a pubblico ufficiale” e altri reati.
Rispetto alla vicenda nel supermercato i Giudici hanno rimarcato come “una volta giunto alle casse, Vallanzasca usava minacce nei confronti del sorvegliante, proferendo al suo riguardo l’espressione se fai succedere casini, poi ti faccio vedere cosa succede!”.

Redazione

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