Padoan: sì alle riforme ma con incentivi e flessibilità per realizzarle

Pier Carlo Padoan (JOHN MACDOUGALL/AFP/Getty Images)
Pier Carlo Padoan (JOHN MACDOUGALL/AFP/Getty Images)

Presentando il programma del semestre italiano al Parlamento europeo, Il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan è tornato sulla necessità delle riforme, e sul bisogno di “rafforzare gli incentivi a realizzarle”. Per fare ciò, ha precisato, “non si tratta di cambiare le regole“, ma è “necessario che le regole siano applicate e interpretate al meglio“.

Nel suo intervento, il ministro italiano ha parlato del modo in cui è stata affrontata in Europa la crisi economica internazionale. I “Paesi che hanno avuto aiuti – ha spiegato – ora stanno tornando sui mercati ed è una buona notizia, ma è possibile ora considerare come può essere migliorato l’apparato di risposta alla crisi“, ha aggiunto Padoan. Secondo il ministro dell’economia, è proprio “partendo dalle lezioni della crisi” che si può riconsiderare la struttura finanziaria europea.

“L’uso della flessibilità all’interno delle regole è un punto di partenza“, ha sottolineato Padoan, che ha insistito sul fatto che la flessibilità serve, perché “è parte di una strategia che combina consolidamento con riforme per rafforzare la crescita“. Il Ministro dell’Economia ha spiegato che “le riforme hanno effetti positivi nel lungo termine ma negativi nel breve“, impiegano tempo, anche “uno, due, tre anni” prima di dare i loro “frutti”. Le regole, pertanto, vanno usate “avendo in mente una prospettiva di lungo termine”, ha precisato.

Padoan poi non ha mancato di lanciare una frecciatina alla Germania, osservando che “i recenti dati macroeconomici che arrivano” dal Paese di Angela Merkel “sono deludenti, fanno suonare un campanello d’allarme, indicano che la debolezza è persistente nel tempo e più ampia rispetto a sei mesi fa”. Nemmeno la Germania dunque se la passa bene e la situazione di ristagno economico dell’Europa potrebbe ancora durare a lungo, sembra voler dire il ministro dell’Economia nell’insistere con la richiesta del governo italiano alla Ue di una maggiore flessibilità delle regole finanziarie.

Redazione