L’Unità blocca il lavoro di redazione. Giornalisti: “Oggi giorno di lutto”

Il logo de 'L'Unità' nell'anno della fondazione (foto pubblico dominio)
Il logo de ‘L’Unità’ nell’anno della fondazione (foto pubblico dominio)

Il quotidiano L’Unità, organo storico di informazione della sinistra prima e del centrosinistra poi, chiude i battenti. Ad annunciarlo con il titolo eloquente “L’Unità sospende le pubblicazioni” è stato il Consiglio di Redazione della testata, il quale ha pubblicato sul portale online del giornale un comunicato che spiega la situazione di crisi che aveva colto l’azienda gestrice, le ragioni che hanno portato a bloccare il lavoro redazionale ed illustra le critiche che i giornalisti rivolgono all’editore.

“I liquidatori di Nuova iniziativa editoriale spa in liquidazione, società editrice de l’Unità, a seguito dell’assemblea dei soci tenutasi in data odierna comunicano che il giornale sospenderà le pubblicazioni a far data dal 1 agosto 2014”, così recita l’introduzione all’articolo che apre il sito internet del quotidiano.
“Fine della corsa – continua la nota – Dopo tre mesi di lotta, ci sono riusciti: hanno ucciso l’Unità. I lavoratori sono rimasti soli a difendere una testata storica. Gli azionisti non hanno trovato l’intesa su diverse ipotesi che avrebbero comunque salvato il giornale. Un fatto di gravità inaudita, che mette a rischio un’ottantina di posti di lavoro in un momento di grave crisi dell’editoria”.

Quanto accaduto, tuttavia, non fermerà i lavoratori dall’unirsi in un’iniziativa di rivendicazione nei confronti della società: “I lavoratori agiranno in tutte le sedi per difendere i propri diritti. Al tempo stesso, con la rabbia e il dolore che oggi sentiamo, diciamo che questa storia non finisce qui. Avevamo chiesto senso di responsabilità e trasparenza a tutti i soggetti, imprenditoriali e politici. Abbiamo ricevuto irresponsabilità e opacità. Questo lo grideremo con tutta la nostra forza. Oggi è un giorno di lutto per la comunità dell’Unità, per i militanti delle feste, per i nostri lettori, per la democrazia. Noi continueremo a combattere guardandoci anche dal fuoco amico”.

 

Redazione online