Violenza di genere. Consiglio d’Europa: in Italia carenti le strutture per contrastarla

Esposizione contro il femminicidio (getty images)
Esposizione contro il femminicidio (getty images)

La violenza di genere, altrimenti definita “femminicidio” (termine che andrebbe distinto dal pur simile “femicidio”), è un fenomeno ormai riconosciuto e discusso anche in Italia. Definito da statistiche e ricerche come endemico all’interno della società occidentale, proprio nelle prossime ore il fenomeno dovrà fare i conti con la misura di contrasto della Convenzione di Istanbul, documento internazionale che fornisce linee guida ai paesi, tra cui il nostro, che l’hanno sottoscritto. La Convenzione entrerà ufficialmente in vigore a partire dal prossimo 1 agosto ed impone alle nazioni una gestione specifica di eventi come la violenza domestica, i maltrattamenti nei confronti di donne e bambini, la tratta della prostituzione, le mutilazioni genitali femminili.

Proprio in queste ore, alla vigilia dell’applicazione del trattato approvato nella città turca nel 2011 firmata da 32 stati, il Consiglio d’Europa ha diffuso uno studio con il quale si delinea la diffusione del fenomeno nel continente. In base a quanto sostenuto dall’istituzione, la violenza di genere nelle 47 nazioni che fanno riferimento al Consiglio è un problema stringente che richiede un intervento mirato e incisivo.

Scendendo nel particolare, in Europa quasi la metà delle donne (il 45%) dichiara di aver subito molestie di tipo sessuale. Il 18% sostiene invece di essere stata soggetta a stalking e addirittura una donna su cinque sarebbe stata vittima di violenza fisica. Il Consiglio ha poi stilato una linea dei femicidi, gli omicidi che troppo spesso vengono indicati come passionali ma a cui, in realtà, sottendono dinamiche di sopraffazione legate al genere sessuale. In Gran Bretagna i femicidi nel 2013 sono stati 143, in Francia 121.

In Italia, paese in cui le recenti discussioni sul femminicidio hanno messo in luce un fenomeno di certo non più diffuso che negli altri stati europei ma sicuramente precedentemente poco trattato, le donne morte ammazzate nel 2013 sono state 134. A fare da corollario a questi decessi, una tragica miriade di episodi legati al maltrattamento in ambito domestico, alle molestie sul lavoro e alla persecuzione psicologica che, evidenzia il rapporto, non vengono contrastati tramite un adeguato servizio di assistenza nei confronti di donne e minori.

 

Redazione online