60 anni fa moriva De Gasperi, l’omaggio della politica allo statista Dc

Un vecchio francobollo ricorda De Gasperi (foto pubblico dominio)
Un vecchio francobollo ricorda De Gasperi (foto pubblico dominio)

Sono passati sessant’anni dalla morte di Alcide De Gasperi, statista democristiano, considerato come uno dei padri della Repubblica Italiana, nonché tra i precursori dell’unità politica europea. Venerato dalla Chiesa come servo di Dio, sono state anche avviate le procedure per la sua causa di beatificazione. Nel corso della sua longeva carriera politica, ottenne la nomina a deputato nelle elezioni del Parlamento austriaco del 13 e 20 giugno 1911, ma soprattutto fu Capo del governo provvisorio, poi ministro degli Interni e degli Esteri immediatamente dopo la Resistenza e la caduta del fascismo.

In molti, soprattutto nel mondo politico di area di riferimento popolare e democratico-cristiana, hanno voluto ricordare il noto statista; il Presidente del Gruppo Parlamentare ‘Per l’Italia’ alla Camera, Lorenzo Dellai, ha sottolineato: “In un tempo incerto come il nostro, ricordare Degasperi a sessant’anni dalla morte è come attingere ad un pozzo mentre si attraversa il deserto. Un pozzo nel quale cercare non già soluzioni concrete, troppo diverso il contesto storico, ma valori, principi, testimonianza, stile di vita”.

“Sessanta anni fa moriva De Gasperi, l’unico che davvero in poco più di mille giorni ricostruì un Paese distrutto”, ha twittato Gianfranco Rotondi, ultimo segretario Dc, che poi non ha risparmiato critiche al Pd: “Non so se Renzi cambierà verso, ma in un giorno come questo giova ricordare che il Pd non è l’erede di De Gasperi, bensì dei suoi avversari”. Il riferimento è alla proposta dell’ex ministro Beppe Fioroni di dedicare la Festa dell’Unità di Bologna ad Alcide De Gasperi.

Anche Lorenzo Guerini, vicesegretario del Pd, ha espresso il proprio pensiero nel 60esimo della morte di De Gasperi: “Ricorre quest’anno il 60esimo anniversario della scomparsa di Alcide De Gasperi, uno dei grandi protagonisti della storia italiana del dopoguerra. ‘Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista alla prossima generazione’, amava dire. Noi ci affidiamo proprio alle sue parole per comunicare la ragione del nostro ricordo, parole che spiegano la grandezza di un uomo”.

Infine, Lorenzo Cesa, leader dell’Udc: “Partendo dai suoi insegnamenti è necessario ridare un nuovo slancio all’Unione europea, proprio da questa considerazione e alla luce della mancanza di decisionismo che oggi caratterizza larga parte delle azioni di Bruxelles, come quella relativa alla posizione da assumere nei confronti della situazione in Iraq. La frammentazione tra i diversi Paesi europei, infatti, non può portare l’Europa ad assumere quel ruolo di interlocutore unitario che è necessario per essere più incisivi e per aiutare questo Paese a incamminarsi sulla strada della democrazia. Di De Gasperi, inoltre, manca oggi in Italia quella concretezza, che il grande statista democristiano ebbe, nel risollevare un Paese devastato dalla guerra”.

Redazione online