Crisi siriana, il Vaticano denuncia: “Caduta nel dimenticatoio”

Mons. Mario Zenari (SENA VIDANAGAMA/AFP/Getty Images)
Mons. Mario Zenari (SENA VIDANAGAMA/AFP/Getty Images)

La crisi siriana “è caduta nel dimenticatoio”, a denunciarlo – ai microfoni di Radio Vaticana – è mons. Mario Zenari, nunzio apostolico in Siria, che sottolinea come “purtroppo, i riflettori sulla Siria si sono spenti. La Siria è scomparsa dai radar della comunità internazionale. Non fa più notizia la gravità quotidiana”. Il dramma dell’avanzata jihadista, che “sarebbero a una quarantina di chilometri da Aleppo” riguarda da vicino la Siria, spiega il prelato, e preoccupa tutti, “perché la Siria è un Paese a maggioranza islamica però è un islam moderato e i musulmani siriani rigettano questo estremismo”.

Peraltro, “quei giovani militanti che vanno ad ingrossare – parlo di siriani – le file di questi estremisti dello Stato islamico, in genere non vanno per convinzioni ideologiche, ma perché sono frustrati nel vedere che gli ideali di democrazia e di libertà non vanno avanti, che la situazione è in stallo”. Secondo Zenari, “queste mancate soluzioni, questo conflitto che perdura, è un terreno favorevole alla crescita di questo estremismo”.

Come spiega il nunzio apostolico la presenza di europei tra le loro fila? “Ci sono tanti anche in Europa che seguono queste utopie di creare una società utopica, perché è fallito il tentativo di riforma e di portare avanti degli Stati più democratici, con maggiore libertà. E allora, scatta la molla di queste utopie”.

Infine, persiste il rischio di una diaspora dei cristiani, spiega Zenari, “i Patriarchi ed i vescovi continuamente qui invitano e incoraggiano i fedeli, i cristiani, a rimanere, ma in certe condizioni, quando magari si tratta del rischio della vita o di un futuro molto incerto, si può anche capire questa spinta dei cristiani a cercare, se possibile, di emigrare nei Paesi limitrofi o in Europa”.

La migrazione, però, non riguarda solo i cristiani, ma “la gente che si trova in queste condizioni, la gente che si trova sotto i bombardamenti, la gente che si trova sotto la pioggia di colpi di mortaio, la gente che ha perso il lavoro, che ha avuto la casa distrutta”.

Redazione online