Israele: amministrazione civile sequestra 400 ettari di terreno a ovest di Betlemme

Insediamento israeliano in Cisgiordania (Getty Images)
Insediamento israeliano in Cisgiordania (Getty Images)

Secondo quanto riferisce l’organizzazione pacifista israeliana Peace Now, l’amministrazione civile avrebbe sequestrato un’area di circa 400 ettari nei pressi dell’insediamento di Gvaot, a ovest di Betlemme, dichiarandolo “terreno di Stato” israeliano. Si tratterebbe della prima annessione di questo tipo dagli anni ’80 ad oggi e potrebbe avere ripercussioni sulla situazione a Gush Etzion e nell’area di Betlemme.

L’insediamento di Gvaot era stato messo in piedi nel 1984 con la funzione di fare da base militare tra i villaggi palestinesi di Al Jaba e Nahhalin, poi i 30 prefabbricati prima occupati dai soldati vennero dati agli studenti Yeshiva dagli anni novanta. Nel 1998 Gvaot entrò a far parte dei confini municipali dell’insediamento di Alon Shvut, a soli 3 km di distanza, e di recente una decina di famiglie vi si erano trasferite fondando anche un centro educativo. Il ministero dell’Abitazione aveva anche promesso la costruzione di circa 15 mila unità abitative, rendendo di fatto l’insediamento una città, ma finora non sono stati realizzati progetti per più di 600 di queste.

L’organizzazione pacifista ha commentato la notizia asserendo che “la confisca è la prova che il primo ministro israeliano Netanyahu non aspira a un nuovo orizzonte diplomatico, ma al contrario continua a porre ostacoli alla visione dei due Stati e promuove la soluzione di un solo Stato”. Inoltre, “la mossa di Netanyahu e del ministro della Difesa Yaalon, senza i quali la dichiarazione di confisca non può essere approvata,è una coltellata al presidente Abbas e alle forze palestinesi moderate”.

Redazione