Allerta terrorismo, Alfano: “Rafforzare la legislazione vigente”

Angelino Alfano (Getty Images)
Angelino Alfano (Getty Images)

Intervenendo nel corso di un’informativa urgente alla Camera, il ministro degli Interni Angelino Alfano ha sottolineato: “Bisogna rafforzare gli strumenti legislativi contro la minaccia dei jihadisti andati combattere in teatri di guerra come la Siria”. Si tratta, secondo il responsabile del Viminale, di recepire “nuovi strumenti che tengano conto dell’evoluzione e della diffusione della minaccia”. Occorre sempre – secondo Alfano – “contestare il delitto di partecipazione a conflitti fuori dai nostri confini anche quando è un ‘lupo solitario’, nonché consentire la sorveglianza speciale dei soggetti a rischio, con l’obbligo di dimora”.

Sarebbero, secondo i numeri di Alfano, 48 le persone passate dall’Italia per andare a combattere in Siria, due delle quali con passaporto italiano. Uno di loro, Giuliano Ibrahim Delnevo, era un oppositore al regime di Bashar Al Assad morto nel giugno 2013. Ma a preoccupare è anche il terrorismo interno e in questo caso Alfano osserva: “L’Italia è la culla della cristianità e Roma la sede della maggiore autorità cristiana”. E’ naturale quindi, secondo il ministro, che possano essere “un obiettivo non secondario” dello Stato islamico”, anche se non ci sono “evidenze investigative di progettualità terroristiche nel nostro Paese”.

Attenzione alta nei confronti delle 514 associazioni e dei 396 luoghi di culto musulmane operanti nel nostro Paese: “Resta comunque alta la guardia verso i centri di aggregazione religiosa nel nostro Paese”. Massima sembra essere l’attenzione verso gli jihadisti che non poche preoccupazioni hanno creato e creano nelle zone del nord della Siria e dell’Iraq: “L’Isis veste anche abiti europei, lanciando una sfida senza precedenti alla sicurezza globale: è un’organizzazione che ha risorse che nessun’altra prima ha avuto”.

Redazione online