Ucraina: buone speranze per tregua durevole

Calma relativa a Donetsk (Getty images)
Calma relativa a Donetsk (Getty images)

La fragile tregua in Ucraina tra separatisti filorussi e l’esercito di Kiev sembra reggere nonostante qualche evento isolato di violazione nei pressi dell’aeroporto di Donetsk o Mariupol.

Il Consiglio nazionale ucraino per la sicurezza e la difesa ha fatto un primo bilancio dall’inizio della tregua rendendo noto che sono morti cinque soldati ucraini e altri 33 sono rimasti feriti.
Inoltre, le forze separatiste avrebbero aperto per 89 volte il fuoco contro le truppe regolari.
Ma il portavoce del Consiglio, Andriy Lysenko lascia intendere buone speranze per una tregua durativa sottolineando che ieri “è stato il primo giorno di relativa calma in Ucraina orientale”.

Doveva proseguire oggi lo scambio di prigionieri tra Kiev e i ribelli filorussi, così come indicato nell’accordo di cessate il fuoco, siglato a Minsk, lo scorso venerdì 5 settembre. Ma il premier dell’autoproclamata repubblica di Donetsk, Aleksandr Zakharcenko che aveva riferito che oggi alle 16h ore locali (le 15h in Italia), era previsto un scambio sullo “36 contro 36”,ha poi smentito la notizia sottolineando che “Kiev non rispetta alcuni punti degli accordi raggiunti precedentemente, per questo lo scambio è rinviato”.

Il presidente ucraino Petro Poroshenko, nell’ambito di una riunione con il governo che si è svolta questa mattina pure sottolineando che l’est del paese resterà in Ucraina ha annunciato che la prossima settimana sarà presentato al parlamento un progetto di legge sullo status speciale di alcune zone delle regioni di Donetsk e Lugansk.
Inoltre, Poroshenko ha reso noto che quasi 700 cittadini ucraini sono stati liberati dal 5 settembre, precisando che “c’è un chiaro programma sino alla fine di questa settimana secondo il quale altri 500 ucraini potranno tornare finalmente a casa”.
Il presidente ucraino ha inoltre annunciato che il 70% delle truppe russe sarebbero state portate fuori dal territorio ucraino “Vi voglio comunicare le ultime informazioni che ho ottenuto dai gruppi di ricognizione: il 70% delle truppe della Federazione russa è stato ritirato oltre il confine”, ha detto Poroshenko che ha poi sottolineato come la situazione nell’est dell’Ucraina è “cambiata radicalmente” dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco.

AEREO ABBATTUTO – Intanto all’indomani della presentazione dei dati del rapporto preliminare sull’aereo abbattuto in Ucraina dell’est, il volo Mh17 della Malaysia Airlines, precipitato lo scorso 17 luglio, con 298 persone a bordo, il ministro malese della Difesa si è recato oggi a Mosca.
“Appena arrivato a Mosca: un’altra lunga giornata di incontri”, ha SCRITTO SU Twitter, Hishammuddin Hussein al suo arrivo. A mosca il ministro malese deve incontrare il collega russo Sergey Shoigu e alti funzionari della diplomazia russa.

Sul caso vi è un rimbalzo delle responsabilità, alcuni paesi occidentali sostengono che la Russa sia indirettamente responsabile del disastro per il suo sostegno ai separatisti del Sud, e si basano sull’ipotesi di un missile all’origine dello schianto del volo MH17.
Ma la Russia respinge ogni accusa, ritenendo al contrario il governo ucraino responsabile. Mentre alcuni analisti sostengono la tesi che siano coinvolti gli Stati Uniti. Non a caso all’indomani dell’incidente spuntarono alcune indiscrezioni sul passaggio di un caccia americano. Al momento però i ribelli filorussi restano i primi indiziati.

Sul piano della diplomazia e delle sanzioni Ue che pendono su Mosca, il presidente del ramo basso del parlamento (Duma), Serghiei Narishkin, ha ribadito che la Russia risponderà “sicuramente” alle possibili nuove sanzioni adottate dell’Ue, che al momento sono state posticipate in attesa degli sviluppi del cessate il fuoco.
Dal canto suo, la cancelliera tedesca Angela Merkel, nell’ambito di una seduta dedicata al bilancio 2015 al Bundestag, ha assicurato che “la porta per le trattative con Mosca è e resta aperta”.

Si apprende che durante l’incontro con il suo omologo malese, il ministro della difesa russo, Serghiei Shoigu, ha ribadito con forza che “la catastrofe è avvenuta nello spazio aereo ucraino e quindi l’Ucraina ha tutta la piena responsabilità per l’accaduto”.
Shoigu avrebbe poi aggiunto che se il governo ucraino avesse risolto i suoi problemi senza l’uso delle forze armate, questa tragedia non sarebbe avvenuta.

Redazione

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