Salvini chiude le porte ad alleanze di centrodestra: “Non mi alleo con il ministro dell’invasione”

Matteo Salvini, segretario federale della Lega Nord (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)
Matteo Salvini, segretario federale della Lega Nord (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)

E’ un Matteo Salvini scatenato quello che ha partecipato alla Festa dei popoli padani, dalle pendici del Monviso, alle sorgenti del Po, e che non risparmia bordate non solo al governo, ma anche e soprattutto all’ipotesi di alleanze unitarie del centrodestra, avanzata nei giorni scorsi – tra gli altri – dall’eurodeputato di Forza Italia e consigliere politico di Silvio Berlusconi, Giovanni Toti.

“Al tavolo con Alfano, ministro all’Invasione, non mi siedo. Chi sta al governo con Renzi non fa accordi con la Lega” – attacca Salvini – “Il centrodestra in questo momento non esiste, siamo in montagna, c’è l’aria pulita, siamo da soli, siamo tonici, siamo tornati a correre. L’ultima delle mie preoccupazioni è rincorrere Alfano”. Poi – conversando con alcuni giornalisti – rivolto al governo Renzi: “Se metterà una sola mezza tassa in più, andremo a Roma con i bastoni”.

Da Salvini arriva quindi una frase destinata ad aprire nuove polemiche: “I confini ci sono e in quanto tali vanno difesi anche con le armi, perché così succede in tutto il mondo”. Infine, commentando l’ennesima tragedia del Mar Mediterraneo, il leader della Lega Nord ha esplicato la sua tesi: “Sono morti che pesano sulla coscienza dei soliti noti. Sono morti di Mare Nostrum. Il prossimo 18 ottobre, in piazza del Duomo, a Milano, saremo 100 mila per dire ‘nò e mettere fine a Mare Nostrum. Più ne partono più ne muoiono”.

Presente alle pendici del Monviso anche l’ex segretario del Carroccio, Umberto Bossi, che non risparmia bordate nei confronti dell’ex alleato Silvio Berlusconi: “Le elezioni non sono vicine. Finché Berlusconi non riavrà il suo passaporto, continuerà a fare il cameriere di Renzi”.

Redazione online