Dialogo con Renzi, Raffaele Fitto: “Forza Italia deve essere alternativa”

Raffaele Fitto con Berlusconi (Getty Images)
Raffaele Fitto con Berlusconi (Getty Images)

“Per mia cultura politica e istituzionale, sono lontanissimo dalla logica del ‘tanto peggio, tanto meglio’ e non ho mai praticato lo sport della polemica gratuita e pretestuosa verso chi ha responsabilità di governo”. A scriverlo sul proprio blog è l’eurodeputato di Forza Italia, Raffaele Fitto, che torna così a spronare il suo partito, ritenendo “più che mai necessario che Forza Italia e l’intero centrodestra rendano visibile una forte e credibile alternativa”.

L’ex ministro si dice disposto a compiere “ogni sforzo per offrire ai cittadini, al mondo produttivo, ai nostri elettori delusi e astenuti, un impegno chiaro sui contenuti, e una prospettiva politica di chiara alternativa a Renzi, alla sinistra, al Pd”. Parole che alimentano il dibattito nel partito; gli fa eco Daniele Capezzone, presidente della Commissione Finanze della Camera: “Raffaele Fitto pone oggi, e per la verità non solo da oggi, un serio e ragionevole problema di strategia. E lo fa con lealtà e trasparenza. Tocca a Forza Italia il compito di animare e organizzare una linea alternativa al Governo Renzi”.

Concorde anche la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco, capogruppo di Forza Italia in commissione Bilancio: “Non ci serve un’opposizione salottiera e di maniera. Ci serve al contrario dare voce alle tante imprese che rischiano di chiudere con danni incalcolabili sull’occupazione, alle partite Iva che il Goveno Renzi dimentica sempre, a chi paga troppe tasse e non vede mai ridurre gli sprechi”. Per Antonio Distaso, vice coordinatore vicario in Puglia, occorre “una politica liberale e riformatrice che tuteli le fasce deboli e che agisca in modo rapido”.

Infine, Luigi D’Ambrosio Lettieri, capogruppo di Forza Italia in 12^ Commissione al Senato: “Le riflessioni che Raffaele Fitto pone in campo già da tempo e che ripropone oggi con la consueta trasparenza e lucidità politica, non sono solo condivisibili, ma rappresentano un terreno di coltura di quei principi che una visione pragmatica della società liberale deve tradurre in fatti e che il centrodestra deve tornare a interpretare in maniera concreta”.

Redazione online