Fmi: bene coraggio di Renzi, ma anche nel 2014 è recessione

la sede del Fmi (Getty Images)
la sede del Fmi (Getty Images)

Riviste al ribasso anche dal Fondo Monetario Internazionale le stime di crescita italiane. Dopo le bocciature di Ocse, Confindustria e Bankitalia, ecco una nuova “condanna” alla recessione per l’Italia, anche nel 2014. Secondo Fmi, il pil italiano fletterà dello 0,1% quest’anno, per poi aumentare il prossimo dell’1,1%. Già a luglio, erano state tagliate le previsioni di crescita: +0,3% nel 2014 e +1,1% nel 2015.

La tenuta delle esportazioni, che “indicano un graduale aumento delle attività economiche nei prossimi trimestri”, oltre alla “normalizzazione delle condizioni del credito e man mano che si faranno sentire gli effetti delle misure di allentamento della Bce”, dovrebbe portare a una crescita del Pil sempre superiore all’1% dal prossimo anno fino al 2019 compreso.

Plauso dal Fondo Monetario Internazionale al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per “un’agenda coraggiosa di riforme”, anche se ora si rende “necessaria una rigida attuazione”, che produca lavoro e crescità. Massima attenzione alla questione flessibilità: “a seguito di un allentamento sulle restrizioni, ormai i contratti di lavoro a tempo determinato rappresentano il 70%”, per cui è ora importante porre “dei limiti a quel che si può fare per migliorare la produttività dei lavoratori”.

Bene la spending review, definita da Fmi “un meccanismo importante per sanare squilibri fra le generazioni e migliorare l’efficienza”, infine un appunto sul sistema pensionistico: “Le riforme precedenti hanno rafforzato la sostenibilità a lungo termine del sistema pensionistico, l’obiettivo dovrebbe spostarsi verso i risparmi sulle pensioni attuali, magari attraverso una maggiore indicizzazione progressiva”.

Redazione online