Lavoro, sindacati pronti a discutere. La Cgil: Basta insulti

Manifestazione per il lavoro (Foto: DAMIEN MEYER/AFP/Getty Images)
Manifestazione per il lavoro (Foto: DAMIEN MEYER/AFP/Getty Images)

Sul tema del lavoro, sindacati pronti a discutere col governo ma – spiega la Cgil – occorre che si smetta con gli insulti e che ci sia dialogo vero. Appena ieri, tra Susanna Camusso, leader del più grande sindacato italiano, e il presidente del Consiglio Matteo Renzi erano volati gli stracci, con la prima che paragonava il secondo a Margaret Thatcher e il premier che replicava con il più populista degli argomenti: “Si è pensato soltanto a difendere le battaglie ideologiche e non i problemi concreti della gente”.

“Basta insulti al sindacato: guardiamoci negli occhi e discutiamone”, è oggi il tweet che appare sul profilo della Cgil, con tanto di hashtag #fattinonideologia. Il sindacato insiste: “Non vogliamo che chi lavora possa essere licenziato senza una ragione. Mandare tutti in serie B non è estendere i diritti e le tutele”. Poi la domanda al premier: “Da sempre ci battiamo per estendere diritti e tutele. Renzi vuole fare lo stesso?”.

Intanto, in un’intervista al quotidiano Avvenire, il segretario Cisl Raffaele Bonanni sottolinea: “La Cisl non ha mai fatto dispute ideologiche”. Secondo il leader sindacale, “il tema dell’art.18 è solo un totem ideologico da agitare in ogni stagione politica” ovvero “il simbolo di una Italia rancorosa, che vuole far leva sull’invidia sociale, mettendo sempre i padri contri i figli, i lavoratori tutelati contro i giovani”.

“Abbiamo detto con chiarezza che il contratto a tutele crescenti può essere una strada giusta per eliminare tutte quelle forme spurie di flessibilità selvaggia come il ricorso alle false partite iva, agli associati in partecipazione, i collaboratori a progetto, sia del settore privato che del pubblico impiego”, ha spiegato infine Bonanni, tornando a chiedere: “Il Governo è disposto a cancellare queste vergognose forme di sfruttamento dei giovani?”.

Redazione online