Dimenticò figlio in macchina, prosciolto

Ambulanza ( Pierre Teyssot/AFP/GettyImages)
Ambulanza ( Pierre Teyssot/AFP/GettyImages)

Forse la sentenza di condanna più grave per quanto accadde il 4 giugno dello scorso anno, Andrea Albanese l’ha già subita: troppo grande il dolore per esser stato responsabile della morte del figlio, dimenticato in macchina. Oggi il gip Elena Stoppini ha deciso per il proscioglimento dell’uomo, il quale – secondo il perito Corrado Cappa, psichiatra nominato dal Tribunale di Piacenza – “era completamente incapace d’intendere e di volere per il verificarsi di una transitoria amnesia dissociativa”.

Il piccolo di due anni è deceduto dopo essere rimasto rinchiuso molte ore nell’auto del padre, lasciata in un parcheggio assolato. Il padre, un uomo di 39 anni, che si era recato come ogni giorno al lavoro, aveva dimenticato di portare prima all’asilo il figlioletto che era in auto con lui. Era stato il nonno del piccolo, a telefonare al padre non avendo trovato il nipotino all’asilo; il 39enne ha capito subito cosa era accaduto e dopo aver lanciato un urlo si è precipitato alla sua macchina, ma ormai per il piccolo non c’era più nulla da fare.

Redazione online