E Draghi fece crollare le borse

Mario Draghi al vertice della Bce a Napoli, 2 ottobre 2014 (CARLO HERMANN/AFP/Getty Images)
Mario Draghi al vertice della Bce a Napoli, 2 ottobre 2014 (CARLO HERMANN/AFP/Getty Images)

“Le nostre misure per facilitare i finanziamenti arrivano in maniera dolorosamente lenta all’economia reale“. Sono bastate queste poche parole ieri al presidente della Bce Mario Draghi per far precipitare le Borse europee. Nella conferenza stampa seguita alla riunione del Consiglio direttivo della Banca centrale europea a Napoli, Draghi ha fatto una parziale ammissione di responsabilità sui ritardi e sugli errori negli interventi per contrastare la crisi economico-finanziaria nell’economia reale. Del resto, lo stesso governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco aveva parlato ieri di errori nella gestione della crisi internazionale. Una crisi destinata ad essere ancora molto lunga, a causa dell’alta disoccupazione e della bassa inflazione, se non deflazione, che bloccano la crescita e la ripresa in Europa, in particolare nella zona dell’euro. Misure per contrastare questo stato di cose sono state già adottate dalla Bce, a partire da giungo, e confermate ieri al vertice di Napoli. Tuttavia non bastano, ha fatto capire lo stesso Draghi, che non ha mancato di sollecitare ancora una volta i governi europei, Italia in particolare, a fare quelle riforme necessarie per la messa in sicurezza del conti, e da qui avere margine sufficiente per varare investimenti per la crescita e la ripresa economica. Parlando in conferenza stampa, Mario Draghi ha evidenziato come la crisi finanziaria europea sia stata sostanzialmente risolta, mentre quella dell’economia reale, per le ragioni di cui sopra, non è ancora finita e rimangono i rischi al ribasso. Queste affermazioni hanno fatto crollare la fiducia degli investitori, con pensanti ripercussioni ieri sulla chiusura dei mercati finanziari.

Tra le misure straordinarie già annunciate dalla Bce per contrastare la crisi, è stato confermato dal Consiglio direttivo l’acquisto dei prestiti cartolarizzati nel “quarto trimestre 2014″ e delle obbligazioni garantite a partire da metà ottobre, per un periodo di almeno due anni. Il Consiglio della Banca Centrale Europea ha fatto sapere di essere pronto, in maniera unanime, a usare strumenti ulteriori e non convenzionali per combattere la bassa inflazione: gli acquisti di Abs e covered bond, per mille miliardi di euro, insieme alle aste di liquidità finalizzate a concedere credito alle imprese, le cosiddette Tltro. Strumenti che, secondo Draghi, dovrebbero sostenere la dinamica dei prezzi, contrastando la bassa inflazione, che nell’Eurozona ora è allo 0,3% ben lontana da quel 2% programmato dalla stessa Bce. Queste misure dovrebbero consentire alle imprese di avere maggiore credito dalle banche da reinvestire nell’economia reale. Si spera. Questa nuova iniezione di liquidità nel sistema finanziario europeo segue quella straordinaria del 2012 quando però i soldi rimasero nelle banche, invece di essere reimmessi nell’economia reale. Proprio per evitare ciò sono stati introdotti accorgimenti per indurre le banche a prestare il denaro ricevuto. Tra questi, quello di far pagare e quindi rendere non conveniente per le stesse banche tenere i soldi depositati presso la Bce.

Comunque, ha aggiunto Draghi, le aspettative inflazionistiche a medio e lungo termine sono peggiorate e “vediamo che i rischi sono aumentati“, occorrerà valutare “nei prossimi mesi, non anni”. “Guardando al 2015 continuano a sussistere le prospettive per una moderata ripresa“, ha detto il presidente della Bce, precisando che “occorre tuttavia seguire con attenzione i fattori e le ipotesi principali che delineano questa valutazione”. Tra i rischi sulla ripresa europea ci sono anche quelli geopolitici delle crisi in Ucraina e in Medio Oriente.

Draghi ha infine difeso l’operato della Bce, richiamando i governi europei alle loro responsabilità sulle riforme. La risposta dei mercati finanziari, però, è stata decisamente negativa e ieri le Borse europee hanno bruciato ben 222 miliardi di euro. La peggiore è stata la Borsa di Milano che ha chiuso a -3,92% perdendo 19 miliardi, seguita da Parigi a -2,8%, Francoforte a -1,99% e infine Londra a -1,69%. La situazione pertanto rimarrà ancora a lungo difficile.

 

Valeria Bellagamba