Messico, studenti scomparsi: l’esercito disarma la polizia

Mexican Pres.Candidates Sign Civility Accord To Respect Election Results
Enrique Peña Nieto (John Moore/Getty Images)

Sarebbero degli studenti scomparsi i corpi rinvenuti in una fossa comune alla periferia di Iguala, 200 chilometri a sud di Città del Messico. I ragazzi non hanno fatto ritorno a casa dopo essersi scontrati con la polizia locale il 26 settembre nel corso di una manifestazione. Nel fossato sono stati rinvenuti 28 corpi e proprio lì, secondo la confessione un uomo che ha partecipato alla strage, sarebbero stati uccisi almeno 7 dei 43 studenti. I corpi  sono stati bruciatiper impedirne l’identificazione. Sono in corso i test del Dna. Il procuratore dello Stato di Guerrero, Inaki Blanco, ha dichiarato: “Finché l’identità dei cadaveri non sarà accertata continueremo le ricerche” ha detto. L’indagine sugli scontri del 26 settembre e sulla scomparsa degli studenti ha portato all’arresto di 22 poliziotti e altre otto persone. Tre gli inquisiti rimasti a piede libero il capo della polizia di Iguala. Intanto su ordine del presidente Enrique Peña Nieto l’esercito ha preso il controllo della città. “Tutti i poliziotti di Iguala sono stati disarmati” ha annunciato il commissario alla sicurezza Monte Alejandro Rubido “saranno trasferiti in una base militare e loro armi esaminate per vedere se possano essere servite per compiere la strage”. Il dispiegamento di forze federali ha lo scopo di assumere il controllo della città e di consentire lo svolgimento dell’inchiesta sulla polizia locale.

La fossa comune è stata trovata sabato sera nel quartiere povero di Pueblo Viejo. L’accesso ai familiari e gli studenti che volevano verificare se ci fossero i ragazzi è stato impedito. La tensione a Iguala è altissima. Ieri sera 2mila persone, familiari e studenti, hanno bloccando l’autostrada che collega Città del Messico ad Acapulco per chiedere giustizia. ‘Li avete presi vivi, li vogliamo vivi’ hanno gridato.

La scomparsa degli studenti risale allo scorso 26 settembre, quando nel corso di una protesta della scuola di Aytozinapa. Dapprima gli agenti spararono contro alcuni bus che erano stati sequestrati dagli studenti, uccidendo tre giovani e ferendone 25. Alcune ore dopo fecero fuoco contro un taxi e un autobus che trasportavano una squadra di calcio, uccidendo due persone che erano sul bus e una su un taxi. Dopo quegli scontri risultarono scomparsi 57 studenti, ma 14 sono stati ritrovati il 30 settembre. La Commissione nazionale messicana per i diritti umani ha aperto una sua indagine sul caso per possibili “gravi abusi di diritti umani”, e nella fattispecie possibili esecuzioni extragiudiziali e scomparse forzate da parte della polizia di Iguala.

ADB