Giornata storica a Roma: Sindaco Marino trascrive unioni gay celebrate all’estero

Ignazio Marino (screen shot youtube)
Ignazio Marino (screen shot youtube)

Giornata storica a Roma per i diritti delle coppie omosessuali. Infatti, dopo le polemiche scaturite dalla circolare ai prefetti del Ministro dell’Interno Angelino Alfano intesa come “un invito formale al ritiro e alla cancellazione” delle trascrizioni di nozze gay celebrate all’estero, precisando che “in caso di inerzia si procederà al successivo annullamento d’ufficio degli atti che sono stati illegittimamente adottati”, anche il Sindaco della capitale Ignazio Marino si allinea con i suoi colleghi di Bologna e Milano, opponendosi alle direttive.

Come annunciato nei giorni scorsi, Marino ha celebrato oggi personalmente le trascrizioni dei matrimoni di sedici coppie che ne hanno fatto richiesta.
Ferma condanna da parte del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro che ha dichiarato in un’intervista rilasciata al Messaggero : “Annullerò la trascrizione del matrimonio d’ufficio. L’ultima parola spetta ai prefetti che si limitano a far rispettare le circolari del ministero dell’Interno”, ha sostenuto Pecoraro, precisando po’ che “non c’è da parte mia alcun giudizio o interferenza politica”.

Dal canto suo Marino ha commentato che “quello che ho annunciato è una semplice trascrizione di un fatto, cioè l’esistenza di un atto che è stato scritto in un Paese Ue e che riguarda residenti della città di Roma”.

“Oggi per molti di voi è un giorno speciale, lo è anche per me, per la nostra amministrazione e per Roma. Riflettendo su questa giornata ho pensato che sì, oggi è un giorno speciale, ma dobbiamo fare tante strada perché diventi una giornata normale. In Campidoglio, crediamo fortemente che tutti gli uomini e le donne abbiano gli stessi diritti e non che siamo speciali per alcuni. Tra quei diritti pensiamo che il diritto più importante sia quello di dire al proprio ti amo e di vedere riconosciuto quell’amore”, ha detto Marino in apertura della cerimonia i trascrizione.
“L’Italia è rimasta drammaticamente indietro, è un modo per agganciare l’Europa. Questo è un giorno speciale, speriamo che diventi giorno normale. Ero emozionato, lo confesso”, ha poi dichiarato il sindaco capitolino.

“Oggi è una giornata memorabile, importante perché veniamo riconosciute pubblicamente come coppia”, ha dichiarato Marilena Grassadonia , la sposa della prima coppia trascritta dal Sindaco.
“Oggi è davvero una giornata di grandissima civiltà e di rispetto per le nostre vite e la nostra famiglia, è una giornata storica”, ha poi affermato la coppia.

Tra le coppie, come riporta il Corriere.it, anche Andrea Rubera e Dario De Gregorio, di 49 e 50 anni, che si sono sposati in Canada nel 2009 e che hanno preso contatti con il Campidoglio per richiedere la trascrizione del loro matrimonio a Roma: “Stiamo insieme da 28 anni, da quando frequentavamo insieme la facoltà di scienze politiche alla Luiss e ora abbiamo tre figli. Vorremmo essere una delle prime coppie ad essere trascritta”, ha detto Andrea, spiegando che “già due anni fa chiedemmo la trascrizione del nostro matrimonio, ma ricevemmo la lettera di diniego da parte dell’anagrafe per motivi di ordine pubblico”.

A sostegno del sindaco, fuori dal Comune, il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo, ha esposto un cartello a sostegno della campagna #DimettiamoAlfano, con la quale viene chiesto le dimissioni di Alfano, dopo la circolare ai prefetti per annullare le trascrizioni dei matrimoni gay.
“Il Viminale non può essere un organo di polizia contro i gay e contro i sindaci”, ha detto Marrazzo.

Protesta

In piazza del Campidoglio non sono mancate le proteste. Decine di persone al grido di “Buffoni, buffoni” e “Vergogna” hanno esposto degli striscioni recante la scritta “Marino famigliofobico”, e hanno accolto le coppie sposate all’uscita dal Comune con gli slogan “C’è solo una famigli”, “Una mamma, un papà questa è la vera libertà”.
Critica la posizione di Ncd: “Marino si è blindato e barricato in Campidoglio per violare la legge. Tutto ciò è vergognoso. Ha precluso la piazza ai cittadini mentre compie un’azione fuorilegge in barba al legislatore nazionale e alla Costituzione. Presenteremo una interrogazione parlamentare su quanto di indecente sta accadendo oggi in piazza”, ha dichiarato la deputata e portavoce nazionale di Ncd Barbara Saltamartini.
Come riporta l’Ansa, il settimanale diocesi Roma Sette ha commentato duramente l’atto di Marino: “Una scelta ideologica, che certifica un affronto istituzionale senza precedenti” che si basa su una mistificazione sostenuta a livello mediatico e politico”.
Nell’editoriale, firmato Angelo Zema, responsabile di Roma Sette, che sarà in edicola domani con Avvenire), le scelte del sindaco vengono definite “illegittime” in un “contesto dal tono hollywoodiano” e “dal chiaro sapore demagogico”:
“La vita della città chiama ad altre urgenze reali. C’è un bene collettivo da promuovere a ogni costo, specialmente in questo tempo di crisi morale ed economica. Una provocazione come quella del sindaco Marino resta un mero vessillo dell’ideologia sul Campidoglio. Una ferita alla città e alla legge, che non serve a niente e a nessuno”, ha poi proseguito Zema.

Redazione