Spese pazze, nuova bufera in Regione Piemonte

Palazzo della Regione Piemonte (licenza CC-BY-SA-3.0, Wikicommons)
Palazzo della Regione Piemonte (licenza CC-BY-SA-3.0, Wikicommons)

 

Due assessori della giunta Chiamparino e il segretario regionale del Pd, Davide Gariglio, sono ad altissimo rischio processo, in Piemonte, nell’ambito dell’inchiesta sulle cosiddette “spese pazze” dei gruppi consiliari nel corso della scorsa legislatura regionale a maggioranza di centrodestra. I due membri della giunta sono l’assessore regionale al bilancio e vicepresidente, Aldo Reschigna, e l’assessore con delega ai giovani e alle pari opportunità Monica Cerutti. Per i tre, il Gip Roberto Ruscello ha respinto la richiesta di archiviazione, già avanzata dai pm Enrica Gabetta e Giancarlo Avenati Bassi.

Erano in tutto 16 le richieste di archiviazione avanzate dalla pubblica accusa, ma respinte dal gup, che ha a sua volta passato la palla al gip; di queste, solo sei sono state definitivamente archiviate oggi. “Salvati” Nino Boeti, attuale vicepresidente del Consiglio Regionale, Mercedes Bresso, oggi europarlamentare del Pd, Rocchino Muliere, primo cittadino di Novi Ligure, Wilmer Ronzani e Giuliana Manica, oltre a un altro assessore della giunta Chiamparino, con delega al lavoro e all’istruzione, Gianna Pentenero.

Entro dieci giorni, i pm dovranno ora formulare l’accusa, che dovrebbe essere quella di peculato. I due assessori interessati dal provvedimento respingono ancora una volta l’ipotesi di aver agito in maniera dolosa. In particolare, l’assessore Cerutti, nominata in giunta in quota Sel, sottolinea: “Non si tratta di un rinvio  a giudizio ma della richiesta di rinvio.  Andrò a spiegare le mie ragioni così come ho  già fatto, ragioni che erano state accolte dai pm. Poi vedremo”.

Domani intanto prende il via la tranche del processo per le “spese pazze” che vede imputato l’ex governatore del Piemonte, Roberto Cota, insieme ad altri 23 coimputati già rinviati a giudizio. Probabile che a breve a questi vengano aggiunti i nomi dei dieci a rischio rinvio a giudizio, dopo la decisione odierna del gip: oltre ai tre già citati, Fabrizio Comba, Giampiero Leo, Gianluca Vignale, Eleonora Artesio, Stefano Lepri, Angela Motta e Luca Pedrale. Quest’ultimo aveva patteggiato ma è stato di nuovo chiamato a giudizio.

 

Redazione online