Versamenti extra alla Ue: Cameron furioso, l’Italia deve pagare 340 mln

Premier britannico David Cameron (Getty images)
Premier britannico David Cameron (Getty images)

Un’altra notizia negativa dall’Unione europea. Sulla base del ricalcolo del Pil dei Paesi europei e dei relativi contributi Iva da versare al bilancio comunitario 2013, ieri, sono stati chiesti ad alcuni Paesi membri dei contributi extra, rispetto a quelli versati negli ultimi 4 anni. Tra questi Paesi c’è l’Italia, che stando ai conti, dovrebbe pagare alla Ue 340 milioni di euro in più, entro il 1° dicembre prossimo. Sempre secondo il ricalcolo, la Francia dovrebbe invece ottenere un rimborso di circa 1 miliardo di euro, mentre la Germania riavrebbe circa 779 milioni di euro. Al contrario il Regno Unito, come l’Italia, dovrà versare contributi aggiuntivi, per la ragguardevole cifra di 2,1 miliardi di euro. Una notizia che ha mandato letteralmente su tutte le furie il premier britannico David Cameron che ha parlato di “conto totalmente ingiustificato”. “Sono state 24 ore con importanti successi – ha detto Cameron nella conferenza stampa di chiusura del Consiglio europeo -, ma anche profonde frustrazioni e un bel po’ di rabbia per il modo in cui siamo stati trattati”, ha continuato il premier britannico con riferimento alla richiesta extra di 2,1 miliardi di euro per il budget Ue. “Questo è totalmente inaccettabile, è un modo inaccettabile presentare un conto di un ammontare così alto ed è inaccettabile trattare in questo modo uno dei massimi contributori dell’Unione europea, per questo questa mattina ho interrotto la riunione del Consiglio europeo”, ha spiegato, “dobbiamo cercare di trovare una soluzione urgentemente… ci sarà una riunione di emergenza del Consiglio dei ministri delle Finanze (Ecofin, ndr) per discutere di quanto è accaduto”. Il premier britannico ha detto di aver avuto il sostegno sulla questione anche dei primi ministri di Italia, Olanda e Grecia e ha perfino citato le parole pronunciate da Matteo Renzi durante la riunione del Consiglio Ue contro questi contributi extra: “Ci sono cose che ancora ti sorprendono in questo lavoro, ma credo che il Primo Ministro italiano abbia individuato la questione meglio di tutti, quando durante la riunione… ha detto che le persone non capiranno: questo non è un numero, ma un’arma letale. Quando viene prodotta un’arma letale coma questa, non ci si rende conto che si portano le persone in Europa a pensare che la Commissione europea è fatta di burocrati e tecnocrati senza un cuore né un’anima, questo è quello che ha detto il Primo Ministro italiano e io condivido ogni parola”, ha detto incisivamente Cameron.

Per l’Italia è intervenuto sulla questione il sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega alle politiche europee Sandro Gozi, il quale ha spiegato che “la questione è aperta” e che “il timing non è fortunato”, vista la scadenza al 1° dicembre che, come ammettono gli stessi uffici della Commissione Ue, “potrebbe avere un impatto budgetario significativo in termini di flussi di cassa”. “Occorre un esame approfondito”, ha detto Gozi. “C’è un impatto economico e politico rilevante”, ha aggiunto, spiegando che “occorre approfondire il nuovo metodo di calcolo” del Pil, il Sec 2010, che conteggia nel Prodotto interno lordo dei Paesi europei anche le attività illegali, come il traffico di droga, lo sfruttamento della prostituzione e il contrabbando di sigarette e alcol. “All’Ecofin di metà novembre vedremo se sarà davvero necessario applicare il nuovo metodo al calcolo dei contributi. In ogni caso, non implica un pagamento immediato”, ha precisato il sottosegretario.

Redazione