Pakistan, due cristiani bruciati vivi dalla folla

Pakistan Christians attend an Easter Sun
Cristiani in Pakistan (Arif Ali/Getty Images)

Due giovani cristiani sono stati bruciati vivi in Pakistan. Shahzad di 26 anni e Shama di due anni più giovane sono stati spinti in una fornace da un gruppo di musulmani accorsi da diversi villaggi per punirli perché accusati di blasfemia. E’ accaduto nei pressi della cittadina di Kot Radha Kishan, nella provincia del Punjab. A riferire è stata Fides, l’agenzia dei missionari che ha raccolto la testimonianza dell’avvocato cristiano Sardar Mushtaq Gill. L’episodio incriminato, cioè l’atto di blasfemia imputato ai giovani, è legato alla recente morte del padre di Shahzad. Due giorni fa Shama, ripulendo l’abitazione dell’uomo, aveva preso alcuni oggetti personali, carte e fogli che non servivano più e ne ha aveva fatto un piccolo rogo. Secondo un musulmano che ha assistito alla scena, in quel rogo vi sarebbero state alcune pagine del Corano. L’uomo ha sparso la voce nei villaggi circostanti. In poco tempo si è riunita una folla di oltre cento persone che ha preso in ostaggio i due giovani per due giorni, a partire dal 2 novembre, all’interno della fabbrica d’argilla dove lavoravano. Questa mattina i ragazzi sono stati spinti nella fornace dove si cuociono i mattoni. La località dove è avvenuto il fatto non è lontana da Lahore la stessa città dove l’Alta Corte ha confermato qualche giorno fa la condanna a morte di un’altra cristiana accusata di blasfemia, Asia Bibi, madre di cinque figli in carcere dal 2009. E’ accusato di blasfemia in Pakistan anche Sawan Masih, cristiano condannato a morte che dall’aprile del 2014 è nel carcere di Faisalabad. “E’ una vera tragedia – ha commentato l’avvocato – un atto barbarico e disumano. Il mondo intero deve condannare fermamente questo episodio che dimostra come sia aumentata in Pakistan l’insicurezza tra i cristiani. Basta un’accusa per essere vittime di esecuzioni extragiudiziali. Vedremo se qualcuno sarà punito per questo omicidio”.

ADB