Madia all’internet Governance Forum 2014: rete fondamentale per riforma Pa

Marianna Madia (a sx) con Maria Elena Boschi (Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)
Marianna Madia (a sx) con Maria Elena Boschi (Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

Il ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, ha parlato all’Internet Governance Forum 2014, tenutosi questa mattina in un’aula della Camera dei Deputati. Nel suo discorso ha sottolineato il ruolo strategico di Internet nel progetto che il suo ministero sta portando avanti: “La rete è il motore, la parte più importante della riforma della pubblica amministrazione che stiamo facendo. È attraverso la rete che possiamo ribaltare il rapporto tra amministrazione, Stato e cittadino. È l’amministrazione che attraverso la rete arriva nei luoghi e nei tempi del cittadino”.

“È evidente – ha continuato la Madia – che questa è una rivoluzione che non possiamo calare dall’alto ma che dobbiamo accompagnare partendo dal basso”, ricordando le figure dei “Digital Champions“, “dei medici senza frontiere dell’innovazione, dei volontari, delle persone che vanno in ogni comune, in ogni territorio a portare dal basso questa rivoluzione e questo processo di cittadinanza digitale”.

“La riforma della pubblica amministrazione ha tante cose ma se dovessi dire quale è la più importante, è sicuramente quella che definisco cittadinanza digitale, cioè l’idea che la digitalizzazione non sia una serie di obblighi per le amministrazione ma un concetto non solo di modernità ma anche di democrazia. Se un cittadino ha diritto a dei servizi, se deve adempiere a dei doveri, attraverso la tecnologia esistente noi dobbiamo metterlo in condizione di farlo in modo semplice e per fare questo l’innovazione che abbiamo a disposizione è internet”, ha continuato Marianna Madia.

“Abbiamo ormai una dimensione globale della rete e di internet, la maggior parte degli scambi economici passano da internet, molte interazioni sociali passano da internet, una larga parte della partecipazione democratica passa da internet ed è auspicabile che lo sia sempre di più. Il Governo,a tutte le sue riforme più importanti, prima di portarle in Cdm, ha voluto sottoporle a consultazioni pubbliche. Penso a quella della Pa: sulle linee guida della riforma abbiamo ricevuto 40 mila mail, che abbiamo letto, studiato e molte delle quali ci hanno portato a cambiare idea, a cambiare alcune norme. È stata una partecipazione democratica utile al decisore politico per scegliere meglio”, ha concluso il ministro per la Pubblica Amministrazione.

Ap