FI, Fitto: “Ora di finirla con renzologia e salvinologia”

Raffaele Fitto con Berlusconi (AFP PHOTO/ ANDREAS- Getty Images)
Raffaele Fitto con Silvio Berlusconi (Andreas Solaro/Afp/ Getty Images)

E’ in corso a Palazzo Grazioli, a Roma, la seconda giornata del Comitato di Presidenza di Forza Italia per discutere dell’esito delle elezioni regionali che si sono tenute in Emilia Romagna e Calabria. Ieri, l’intervento del leader del Partito Silvio Berlusconi ha scatenato una serie di reazioni a catena, soprattutto quando a margine del comitato durante una presentazione di un libro con Bruno Vespa ha definito il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini “un goleador”.
E se da una parte l’ex cavaliere non è sembrato convincente su molti temi sia all’interno del suo partito che tra i movimenti di destra, oggi l’europarlamentare Raffaele Fitto è tornato alla carica durante il comitato di presidenza, affermando senza mezza parole che le regionali sono state “una sconfitta enorme”. Non

Fitto e alleanze Fi

Per l’ex governatore della Puglia si tratta non solo di un problema legato alla costruzione delle alleanze, per cui lo stesso ex premier ha ribadito ancora oggi che “il patto del Nazareno non si discute”, ma anche di una problema che riguarda la scelta delle candidature.
In Emilia, ha spiegato Fitto, “abbiamo regalato la candidatura alla lega. E non ne abbiamo discusso prima”.
Fitto ritiene dunque che il calo dei consensi sia dovuto all’assenza di una direzione politica del partito per cui, sottolinea, “siamo apparsi o troppo schiacciati sul governo Renzi o troppo aggressivi ma così confondiamo i nostri elettori”.
“Forza Italia non può essere il gregario di nessun Matteo, non ci può essere né Forza Renzi né Forza Salvini”, ha poi tuonato Fitto contro la tenuta del patto del Nazareno e dopo il lancio della candidatura del capo del Carroccio a possibile leader del centrodestra.
“È indispensabile rilanciare sui temi e i contenuti, a partire dall’economia. C’è troppo renzologia e troppa salvinologia in giro…”, ha attacco Fitto, sostenendo che anziché commentare l’attività degli altri, è importante che il partito diventi di nuovo protagonista, ribadendo che il modello organizzativo del partito è un problema grandissimo e pertanto  la necessita di “elezioni primarie”.

Berlusconi Sansone e i filistei

Tanto che oggi, prima del comitato di presidenza in una nota Maurizio Bianconi di Fi ha scritto: “Berlusconi non faccia come Sansone e i filistei. Il nostro progetto prevede che Forza Italia svolga il suo ruolo di partito del centrodestra. Berlusconi invece sembra aprire le stalle affinché i buoi scappino chi a sinistra (col patto del Nazareno), chi a destra (con Salvini)”.
Per Bianconi “il blocco sociale del centrodestra in Italia esiste e non è giusto lasciarlo senza rappresentanza. Berlusconi dovrebbe prenderne atto. E non si definisca né eroe, né martire, né xxxxx perché questi si mettono nel Pantheon”.
“Lui invece è soggetto politico ben al centro della scena- prosegue il forzista- Ma se Forza Italia gli sta stretta, se vuole tirare dritto lungo linee politiche che si rivelano un autentico suicidio per il centrodestra, allora fondi un partito tutto suo, a sua immagine e somiglianza. Ma non soffochi le potenzialità di Forza Italia, quale Partito di rappresentanza del centrodestra, e non più partito personale, non sacrifichi sull’altare di padre padrone una generazione politica che ha tutto il diritto di giocare la sfida. Non si erga a Luigi XVI. Dopo di lui, non ci sarà il diluvio. E se piovesse, noi già abbiamo gli ombrelli”, ha poi concluso Bianconi, riallacciandosi a quanto sostenuto ieri dal senatore Fi Maurizio Gasparri che parlando della necessità di formare una coalizione di centrodestra si è spinto sostenendo che questa potrebbe essere “guidata da Berlusconi se ne ha agibilità politica, altrimenti ci saranno le elezioni primarie”.

C.D.