Il Financial Times sfiducia Renzi

Il Presidente del consiglio Matteo Renzi (AFP PHOTO / THIERRY CHARLIER -Getty images)
Il Presidente del consiglio Matteo Renzi (AFP PHOTO / THIERRY CHARLIER -Getty images)

Il Financial Times non crede più in Matteo Renzi, dopo averlo definito in un editoriale di inizio anno “la migliore speranza per l’Italia”, il quotidiano economico-finanziario britannico ha via via perso fiducia nell’allora segretario del Partito Democratico poi divenuto presidente del Consiglio e ora sottolinea il calo di consensi da parte degli italiani in seguito alle ultime elezioni regionali che hanno registrato un sorprendente astensionismo. La scorsa estate il Financial Times aveva rimproverato al premier italiano di essersi attardato dietro a riforme non importanti, come quella del Senato, e aver perso di vista, invece, quelle più decisive sull’economia. Il quotidiano britannico ha anche messo in dubbio la durata del governo Renzi di fronte al perdurare della crisi economica.

Ora con la manifestazione della palese insoddisfazione degli italiani, o almeno di una buona e significativa parte di essi, emersa alle ultime elezioni regionali in Calabria ed Emilia Romagna, il FT sottolinea che le riforme del premier sono a rischio. “Una ripresa della Lega Nord e un netto calo della partecipazione alle elezioni regionali italiane indicano una crescente insoddisfazione degli elettori italiani nei confronti dei programmi di riforma del premier Matteo Renzi”, scrive sul quotidiano James Politi. Secondo la firma del FT, anche se il Partito Democratico ha vinto le elezioni, “i risultati sollevano domande importanti sul reale sostegno agli sforzi del Governo di trasformare la politica italiana”. Starebbe volgendo al termine dunque la luna di miele tra gli italiani e Renzi, che aveva ottenuto finora un eccezionale consenso dai cittadini, concretizzatosi nel grandissimo successo alle elezioni europee. “Le elezioni di domenica – spiega il Finalcial Times – giustificano i recenti sondaggi che mostrano come il sostegno nei confronti di Renzi stia iniziando a svanire a causa della persistente debolezza economica e dei grandi scontri tra il governo e sindacati contrari alla riforma del lavoro proposta da Renzi”.

Secondo il quotidiano britannico, il premier dovrebbe preoccuparsi anche del leader della Lega Nord Matteo Salvini, che è stato capace di trasformare il suo partito da uno “che guardava alla secessione da Roma a uno che fa dell’opposizione all’euro e all’immigrazione il cuore della sua strategia”, macinando sempre più consensi tra una popolazione fiaccata ed esasperata da una lunghissima crisi economica.

Il crescente consenso nei confronti dei populismi, come quello della Lega, rischia pertanto di frenare il percorso delle riforme voluto da Renzi. Una circostanza evidenziata anche dall’agenzia di rating Moody’s, che ieri aveva parlato di riforme ancora incomplete per l’Italia.

V.B.