Renzi contro i sindacati: “Perché nessuno sciopero contro Monti?”

Matteo Renzi (Pier Marco Tacca/Getty Images)
Matteo Renzi (Pier Marco Tacca/Getty Images)

“Perché nessuno sciopero fu proclamato dai sindacati contro il governo Monti?” è una delle frasi più ricorrenti che escono alla bocca di esponenti del governo e della maggioranza che lo sostiene in questi giorni e che viene rilanciata nel corso della registrazione della trasmissione ‘Matrix’ anche dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il quale sottolinea: “Vedo due sindacati, Cgil e Uil, che faranno uno sciopero generale contro il nostro governo che ha dato gli 80 euro a chi guadagna meno, che dà la maternità a chi non l’aveva, che protegge i co.co.co. e i co.co.pro. Gli stessi sindacati si sono dimenticati di fare lo sciopero contro la Fornero e Monti. Contro di noi sì, e io lo rispetto, è la bellezza della democrazia, la bellezza del vivere in Italia”.

Secondo il premier Renzi, il Jobs Act “è la grande occasione per dare diritti a chi non li ha mai avuti”. Poi aggiunge: “Non faccio il portavoce del sindacato anche perché sono il meno indicato a farlo. Ma di quelli senza diritti, in questi anni, si sono occupati in pochi. Forse neanche i sindacati si sono occupati troppo di quelli che non hanno diritti. Però io rispetto il sindacato. Tutte le sere vedo il sindacato in televisione a esprimere la propria valutazione su tutto e ne sono felice. Evidentemente, abbiamo restituito ragione di combattività al sindacato”.

Quindi Renzi augura “di cuore una bella manifestazione”, in quanto “il diritto allo sciopero è sacrosanto, costituzionale, lo difendo con le unghie e con i denti”, ma tiene a precisare: “La verità vera è che la riforma del lavoro sta dando più diritti a quelli a cui il sindacato, in questi anni, non ha parlato, a quelli di cui non si è occupato nessuno. E io sono felice e orgoglioso del fatto che si pensi un po’ anche ai precari della mia generazione e anche ai 50enni che vengono abbandonati e di cui nessuno parla più”.

Botta e risposta Cisl-Uil

Gli scioperi ai tempi di Monti sono però motivo di polemica anche all’interno degli stessi sindacati, con la segretaria Cisl Annamaria Furlan che ricorda appunto come all’epoca del governo tecnico non vi furono scioperi e il leader Uil, Carmelo Barbagallo, che ricorda invece correttamente come Cgil, Cisl e Uil proclamarono 3 ore di sciopero generale contro la riforma delle pensioni.

Sottolinea Barbagallo: “E’ vero, si trattò solo di tre ore, ma perché fu proprio la Cisl ad opporsi all’ipotesi di un’astensione dal lavoro per l’intera giornata. Apprezzo la coerenza della Cisl, dunque; apprezzerei anche, però, che tutti ricordassero la verità dei fatti. E uno dei fatti veri è che la Uil sciopera sempre e solo per sostenere il merito delle rivendicazioni: per gli 80 euro ai pensionati, per il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, per una legge di stabilità che punti realmente allo sviluppo a partire dal Mezzogiorno, perché le tutele siano davvero crescenti, perché ai giovani sia data stabilità, perché non manchino le risorse per la cassa integrazione”.

Controreplica la Furlan: “Non vogliamo polemizzare con l’amico segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. Ma vogliamo solo ricordare, come lui stesso sostiene, che contro la Finanziaria lacrime e sangue del Governo Monti il sindacato scelse unitariamente di scioperare solo per tre ore, con astensioni del lavoro solo a livello territoriale. A maggior ragione appare singolare che contro una legge di stabilità del Governo Renzi contenente anche degli aspetti positivi, la Uil e la Cgil abbiamo deciso di proclamare uno sciopero generale di otto ore a livello nazionale”.

 

GM