Rifugiati politici dalla Siria a Bari in prima classe

Una nave di Msc Crociere (JEAN-SEBASTIEN EVRARD/AFP/Getty Images)
Una nave di Msc Crociere (JEAN-SEBASTIEN EVRARD/AFP/Getty Images)

19 ottobre 2014, porto di Bari: una nave da crociera della Msc sta per attraccare, il comandante però si mette in contatto con la polizia di frontiera e avverte: “Ho dei clandestini a bordo, sono siriani e chiedono asilo politico”. A quel punto, le forze dell’ordine si aspettano di veder scendere dalla nave dei migranti vestiti di panni sporchi, che hanno tentato la traversata a bordo della nave, nascosti magari in una stiva, invece dall’imbarcazione escono 12 siriani, 11 uomini e una donna, vestiti perfettamente e con in valigia molti libri.

A raccontare questa storia, per certi versi davvero incredibile, è l’edizione barese di ‘Repubblica’, che svela l’arcano, citando il racconto degli anomali migranti: “Siamo medici e veterinari, e nel nostro paese ci era impossibile continuare a vivere, studiare. Il regime ci avrebbe costretto alla prigione, siamo scappati”. Il gruppo di siriani, che nonostante le vesti facoltose sono transitati comunque per il Cara di Bari, ha iniziato il proprio viaggio della “speranza” come fanno di solito tutti: autobus e a piedi fino al momento dell’imbarco.

Giunti al porto di Istanbul, i dissidenti politici hanno davanti due scelte: “O continuare a pagare questi delinquenti e salire con non meno di duemila dollari chissà su quale carretta per arrivare chissà dove. Oppure…”. A quel punto, la scelta di prenotare una cabina di prima classe viene sostenuta anche da motivi economici: “Ci siamo informati e, praticamente, una cabina veniva a costare meno rispetto alla carretta… Abbiamo pensato di prendere cabine di prima classe, un po’ per gioco, un po’ per dare meno nell’occhio. E siamo partiti”.

La loro idea è di scendere a Venezia e da lì provare ad attraversare il confine e giungere in qualche Paese del Nord Europa, ma qualcosa va storto, la dogana si accorge che i loro documenti – ovviamente – non sono in regola, ma sottolinea che comunque i dodici possono arrivare a Bari, termine di corsa della crociera.

In fuga verso il Nord Europa

Uno dei poliziotti che li ha visti scendere da quella nave un mese e mezzo fa oggi osserva: “È la prima volta che accade una cosa del genere e al di là dell’aspetto letterario della storia, che riconosco, può rappresentare un precedente importante nelle rotte dell’immigrazione”.

I siriani, invece, sono tutt’altro che soddisfatti di essere giunti in Italia e che nel nostro Paese si sia interrotto il loro viaggio. A prescindere dall’imbarco su una nave da crociera, infatti, la loro storia non è per nulla dissimile da quella di tanti disperati, che attraversano il mare e giungono in Italia, con la speranza di poter poi raggiungere gli Stati del Nord Europa. Lo confermano gli inquirenti: “La loro idea era quella di sbarcare come turisti a Venezia e di proseguire verso la loro reale destinazione, l’Europa del Nord, e lì chiedere asilo. Seppur abbiano tutti i requisiti per ottenere documenti da perseguitati politici, preferiscono non averli in Italia perché poi gli spostamenti all’estero diventano più complicati”.

Difatti, a impedire gli spostamenti di molti migranti c’è il cosiddetto Regolamento Dublino II, che mira a “determinare con rapidità lo Stato membro competente [per una domanda di asilo]”, trasferendo un richiedente asilo in tale Stato membro; tendenzialmente, quello Stato membro è lo stesso in cui il richiedente asilo mette piede.

 

GM