Minacce al sottosegretario al Lavoro Bellanova: assegnata la scorta

Teresa Bellanova, sottosegretario al Lavoro (Screenshot Youtube)
Teresa Bellanova, sottosegretario al Lavoro (Screenshot Youtube)

Il lavoro è un terreno di scontro sociale sempre più accentuato, tanto che, al sottosegretario all’apposito ministero, Teresa Bellanova, è stata assegnata da circa un paio di settimane una scorta. La notizia è riportata dalla Gazzetta del Mezzogiorno e dal Nuovo Quotidiano di Puglia, regione della quale la deputata Pd di Ceglie Messapica (Br) è originaria. La donna sarebbe un obiettivo sensibile per il suo ruolo sia nella promozione del Jobs Act, sia per la delega governativa a trattare assegnatale in varie vertenze sindacali (Meridiana ed Ast, ad esempio), ed avrebbe già ricevuto delle intimidazioni per le quali è stata presa la decisione di metterla sotto scorta.

L’interessata si è detta “serena, ho fiducia nello Stato e continuerò a fare il mio lavoro come sempre, con impegno”. La Bellanova è stata anche raggiunta telefonicamente da Renzi, che l’ha rassicurata dicendo: “Da oggi avrai due angeli custodi” e spiegandole che si trattava di “una decisione non più rinviabile”.

A determinare quest’urgenza sarebbe anche un’informativa dei servizi segreti, che, considerando la storia recente delle riforme del lavoro – i due giuslavoristi Massimo D’Antona e Marco Biagi, impegnati, rispettivamente nel 1999 e nel 2002 nella riscrittura di testi fondamentali per il tema e rimasti uccisi da attentati delle “Nuove Brigate Rosse” proprio perché senza scorta -, è stata indirizzata direttamente a Palazzo Chigi.

Il sottosegretario al Lavoro ha anche spiegato: “Non volevo essere accompagnata e solo fino a pochi giorni fa potevo andare da sola in auto o a fare una passeggiata a piedi”. La sua vita ora cambierà notevolmente, ma Bellanova difende le sue scelte sul Jobs Act e rivendica: “Non mi fermerò davanti a niente e porterò fino in fondo le responsabilità della delega che mi è stata assegnata. Nessuna minaccia mi fermerà”.

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