Grazia a Corona, don Mazzi: “Pronto ad accoglierlo”

Fabrizio Corona (Getty Images)
Fabrizio Corona (Getty Images)

La vicenda giudiziaria riguardante l’ormai ex paparazzo, Fabrizio Corona, il quale sta scontando un cumulo di pene molto duro nel carcere milanese di Opera, vede intervenire in queste ore don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus, il quale intervistato dal settimanale ‘Chi’ in edicola domani si chiede: “Perché Fabrizio Corona è ancora in prigione? Perché? È puro accanimento”.

“Ma di che cosa stiamo parlando? Di un ragazzo che ha fatto qualche fotografia ed è fuggito a bordo di una Fiat 500 in Portogallo? Suvvia” – ragiona Don Mazzi – “Se non lo liberano, se non gli consentiranno di accedere a misure alternative al carcere, se non avrò la possibilità di ospitarlo nella mia comunità, racconteremo una triste storia della giustizia italiana”.

Sulla questione della grazia a Fabrizio Corona si sono mossi molti personaggi noti, da Marco Travaglio ad Adriano Celentano, passando per Filippo Facci. Lo scorso otto dicembre, l’avvocato Ivano Chiesa, legale del fotografo in carcere aveva annunciato: “La domanda di clemenza al Presidente ha preso la strada per Roma”. Per Chessa, “su Corona c’è stato un accanimento. Certe condanne sono stravaganti e eccessive. Penso al caso Trezeguet: due foto scattate per strada, con l’estorto che dichiara di non avere ricevuto nessuna minaccia dall’estorsore”.

Lo stesso Corona, attraverso i suoi legali, avrebbe fatto sapere: “Non voglio scappare dalla mia pena o farla franca. Voglio scontare la condanna. Chiedo solo aiuto per poter superare quel tecnicismo giuridico della mia condanna di Torino che impedisce al tribunale di sorveglianza di concedermi, come invece hanno richiesto gli operatori sanitari del carcere, l’affidamento terapeutico e poter così proseguire quel percorso di cura di cui oggi ho bisogno”.

 

GM