Mafia a Roma, le mani della criminalità sul calcio

Campo di calcio (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)
Campo di calcio (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)

Le mani sull’Expo a Milano, mentre a Roma i tentacoli della criminalità organizzata cercano di mettere le mani sul calcio: questa la denuncia che arriva dal procuratore generale presso la Corte di Appello di Roma, Antonio Marini, il quale ha inaugurato l’anno giudiziario del tribunale di Roma illustrando quali sono le nuove prospettive entro le quali la malavita si muove, non tralasciando ovviamente quanto accaduto con gli arresti legati a Mafia Capitale.

Marini ha sottolineato come “l’inchiesta sul clan Carminati ha messo in luce il crescente intreccio tra mafia e corruzione, che costituiscono i due mali endemici della nostra società. Ha svelato l’esistenza di un’organizzazione di tipo mafioso capace di intimidire e corrompere politici di ogni schieramento. Non v’è dubbio che tali vicende finiscono per alimentare la sfiducia nella capacità della politica, inquinata sempre più da pratiche corruttive, a risolvere il grave fenomeno della corruzione nel nostro Paese”.

Ma al di là della corruzione che “ha assunto ormai una dimensione intollerabile” per cui “serve una vera e propria rivoluzione culturale” e dei rapporti tra mafia e politica emersi con l’operazione ‘Mondo di mezzo’, la preoccupazione di Marini è anche per “l’infiltrazione della criminalità organizzata nel mondo del calcio, come emerge da una serie di episodi e di inchieste giudiziarie avviate di recente”. Secondo il procuratore, “il calcio è diventato un grande business, ma è anche una potentissima arma di consenso e di coesione sociale, elementi di cui la criminalità è alla costante ricerca”.

Il procuratore evidenzia: “In questi ultimi anni i rapporti fra la criminalità organizzata sono diventati sempre più stretti e connotati di ambiguità, soprattutto quelli con la tifoseria degli ultras. Un episodio di questo tipo si è verificato in occasione della finale di Coppa Italia del 3 maggio”. Evidentemente il riferimento al “fatto grave e sconcertante” che “dimostra come la violenza ultras dentro fuori gli stadi non è solo questione di ordine pubblico” della presenza sugli spalti dell’ultrà partenopeo Gennaro De Tommaso, noto come ‘Genny la carogna’.

L’intervento di Pignatone

All’inaugurazione dell’anno giudiziario è intervenuto anche il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, sottolineando in particolar modo: “Pur nella carenza di risorse e pur nella piena consapevolezza dei nostri limiti, oggettivi e soggettivi, noi ci siamo sforzati, nel rigoroso rispetto delle regole, di fare indagini a 360 gradi senza pregiudizi di alcun tipo, né positivi né negativi sui diversi fenomeni criminali che caratterizzano la realtà romana nella sua estrema complessità e nei suoi molteplici aspetti: i reati contro l’economia e quelli contro la Pubblica Amministrazione, a cominciare dalla corruzione, la presenza della criminalità mafiosa e dei suoi investimenti, la tutela dell’Ambiente a quella delle fasce deboli, la cosiddetta microcriminalità e la minaccia terroristica”.

 

GM